Blocco dei Tir in Campania: il dossier della protesta e la risposta dello Stato per tutelare rifornimenti e servizi
Napoli – In Campania, la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante sta provocando già da alcune ore notevoli disagi sui principali assi viari. La mappa delle criticità fornita da Autostrade evidenzia code in A1 Milano–Napoli, con traffico rallentato nel tratto Napoli nord–Caserta nord, in entrambe le direzioni e circa due chilometri di imbuto tra Napoli nord e Caserta nord in direzione Roma. Parallelamente, sulla A30 Caserta–Salerno è stata chiusa l’uscita di Nocera Pagani in entrambe le direzioni; problemi di immissione si registrano anche in uscita a Nola per chi arriva da Salerno e in entrata da entrambe le direzioni. Per chi proviene da Canosa, Autostrade segnala di prendere l’uscita a Tufino e seguire le indicazioni per Nola; chi arriva da Salerno è consigliato di immettersi sulla A16 e uscire a Tufino, per poi dirigersi verso Nola. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la situazione è sotto osservazione e in continuo aggiornamento.
Un quadro che mette in evidenza un fronte unico: la paralisi di alcune arterie chiave rischia di incidere sui flussi di rifornimento per supermercati, ospedali e servizi essenziali. Il contesto è reso ancora più delicato dalla cautela delle autorità nell’evitare che una protesta dalle ragioni legittime si trasformi in un ostacolo all’intera catena logistica del territorio.
In Prefettura a Milano, è in calendario un incontro tra le sigle dell’autotrasporto (Fai, Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fedit, Fiap, Trasporto Unito Fiap, Confcooperative, Legacoop Produzione e Servizi, Sna-Casartigiani) e il viceministro dei Trasporti, Edoardo Rixi, insieme al ministro dei Trasporti Matteo Salvini. L’auspicio è che i blocchi possano essere sciolti rapidamente per ristabilire la normalità della logistica e, con essa, l’approvvigionamento di beni di prima necessità. “Oggi pomeriggio ci saranno incontri anche con la frangia Cobas che hanno presidiato le arterie in questi giorni; il governo si è impegnato a erogare immediatamente le risorse necessarie”, ha spiegato il viceministro, riferendosi agli sviluppi del tavolo di confronto.
L’obiettivo dichiarato è duplice: consentire alle imprese del settore di tornare a operare nel pieno delle loro attività e evitare che i dissesti logistici si riverberino sui cittadini. Il ministro ha annunciato l’impegno del governo a convocare in tempi rapidi gli autotrasportatori del Sud per assicurare che la gestione della crisi non si traduca in un danno per i consumatori, né per le strutture sanitarie e ospedaliere. Nel corso della giornata, il ministro ha sottolineato la necessità di contemperare diritto al presidio e necessità di liberare le arterie per garantire forniture essenziali.
La discussione è ancora aperta sui margini di tempo per la rimozione completa dei blocchi: tra ieri e oggi sono stati in parte sciolti alcuni presidi, resta una discussione piuttosto vivace sul porto di Napoli, dove la posizione di parte dei manifestanti resta cruciale per l’evoluzione della situazione. L’interpretazione delle dinamiche resta necessariamente prudente: è lecito chiedere un ripristino immediato della viabilità, ma è altrettanto doveroso evitare escalation che possano incidere sull’economia e sui servizi pubblici.
L’orizzonte resta incerto solo in parte: da un lato, la determinazione delle associazioni di autotrasporto di ottenere certezze su costi e misure di sostegno, dall’altro la necessità di assicurare, a breve termine, la fluidità del traffico e l’accessibilità a strutture fondamentali per i cittadini. L’esito delle prossime ore dipenderà dall’accordo tra le parti e dall’efficacia delle misure di sostegno annunciate dal governo.
In questa cornice, resta chiaro il nesso tra una protesta legittima e la responsabilità pubblica di evitare che la logistica vada in stallo: la campagna di confronto in programma intende trasformare una crisi di mobilità in una rapida soluzione operativa, capace di tutelare l’approvvigionamento e la presenza di servizi indispensabili per la popolazione, senza creare ulteriori disagi ai cittadini e agli operatori che continuano a lavorare.
