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Caivano: morte di un operaio caduto da capannone, il Consiglio regionale si costituirà parte civile

Caivano: morte di un operaio caduto da capannone, il Consiglio regionale si costituirà parte civile

Caivano, morte di Salvatore Calignano: nuove verifiche e azioni istituzionali

Caivano (Napoli) – La tragedia sul lavoro che ha strappato alla vita Salvatore Calignano, operaio di 61 anni, torna al centro dell’attenzione politica e istituzionale. Oggi, nella cornice degli uffici del Consiglio regionale al Centro Direzionale di Napoli, la famiglia dell’uomo ha incontrato Assunta Panico, presidente della IV Commissione speciale, per fare il punto sulle prossime iniziative e sulle verifiche in corso.

All’incontro hanno partecipato la moglie e la figlia della vittima, assistite dagli avvocati Francesco Petruzzi e Giovanni Rea, insieme al consigliere regionale Carlo Ceparano. Nel corso della riunione, le parti hanno espresso l’esigenza di approfondire con rigore le circostanze dell’incidente, al fine di arrivare a una ricostruzione chiara e condivisa tra privato e istituzioni.

Nel corso della riunione è emersa una linea comune: la necessità di azioni concrete per chiarire responsabilità e contesto dell’episodio. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la Regione sta valutando la possibilità di costituirsi parte civile nel futuro processo. Questa prospettiva interactua con le attività di controllo già messe in moto e con l’esigenza di definire i contorni giuridici della vicenda.

Tra le iniziative annunciate figurano l’invio di interpelli all’INAIL e all’Ispettorato del Lavoro, con l’obiettivo di conoscere la posizione ufficiale dei due enti riguardo all’incidente e agli obblighi di tutela dei lavoratori. Le domande mirano a fare chiarezza su come siano stati gestiti gli adempimenti previdenziali e di sicurezza, e su eventuali incongruenze documentali che possano emergere dall’indagine.

Un tema centrale è la tempistica della registrazione del contratto di lavoro di Calignano. Dalle prime verifiche risulta che l’iscrizione sarebbe avvenuta dopo l’incidente; la normativa nazionale, però, permette di completare tale adempimento entro un mese dall’inizio dell’attività. Questo dettaglio potrebbe influire sulla ricostruzione della posizione lavorativa dell’operaio al momento della caduta e sui profili di responsabilità che eventualmente emergano dagli accertamenti.

Le dinamiche investigative restano tuttora in fase di definizione. Le autorità presenti hanno ribadito la necessità di mantenere un approccio prudente e di attendere la piena chiara requisitoria prima di trarre conclusioni definitive. Nel frattempo la famiglia chiede risposte chiare, trasparenza e una ricostruzione fedele dei fatti, elementi ritenuti essenziali per offrire allo stesso tempo giustizia e sicurezza alle altre lavoratrici e agli operatori del settore.

Il caso riaccende così l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro in Campania e, più in generale, nel territorio di Caivano, dove la tutela della salute e della vita dei lavoratori resta al centro delle cronache e delle interlocuzioni tra enti pubblici, sindacati e imprese. Le prossime settimane saranno decisive per definire il quadro degli adempimenti e, soprattutto, per capire se esistano responsabilità specifiche legate all’evento.

In assenza di nuove notifiche o imputazioni penali al momento, la strada indicata dalle parti è quella di proseguire con un confronto costruttivo, affidando all’indagine tecnica e amministrativa il compito di chiarire ogni aspetto della vicenda, senza anticipare esiti e garantendo la tutela delle persone coinvolte.

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