Benevento e la notte che lascia un interrogativo sulla sicurezza dei locali: Pagnozzi scarcerato, ma restano le ombre sulle responsabilità e sulle misure cautelari
Il Tribunale del Riesame di Napoli ha accolto un’eccezione procedurale e rimesso in libertà Valerio Pagnozzi, 22 anni, di Benevento, accusato di tentato omicidio in relazione a una sparatoria verificatasi la notte del 27 agosto all’interno del locale Wikka Party, in piazza De Mita, nel parco che prende il nome da Ciriaco De Mita.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, nell’occasione sarebbero stati esplosi diversi colpi di pistola contro un uomo di 27 anni originario di Benevento. Stando alla ricostruzione dell’accusa, Pagnozzi avrebbe estratto un’arma e sparato più volte contro la vittima, che sarebbe riuscita a cercare rifugio dietro un bancone prima di essere soccorsa e portata in ospedale, dove è stato necessario un intervento chirurgico.
Il panico ha investito i presenti: numerosi giovani hanno cercato di sfuggire all’interno del locale, mentre anche il gestore è rimasto colpito da un malore, richiedendo l’intervento dei sanitari del 118. Le dinamiche immediate dell’episodio hanno portato, il giorno successivo, a una misura di chiusura temporanea dell’attività da parte della Questura di Benevento, che ha imposto 15 giorni di sospensione dell’attività.
Le indagini hanno fin da subito posto l’accento su una pluralità di fonti: le testimonianze raccolte tra i presenti, le intercettazioni e gli accertamenti tecnici eseguiti dalla Procura. L’ufficio investigativo sta lavorando per definire responsabilità e moventi, mentre l’esecuzione della chiusura temporanea ha alimentato preoccupazioni tra residenti e operatori della zona, temi che hanno interessato anche il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, impegnato a garantire sicurezza nelle aree di ritrovo giovanile.
La decisione del Riesame è arrivata dopo l’accoglimento dell’eccezione procedurale avanzata dagli avvocati di Pagnozzi. Con la rimessione in libertà del giovane, la procedura cautelare resta ferma come misura, senza alcuna pronuncia definitiva sulle accuse contestate. Le parti processuali continueranno a confrontarsi nelle sedi competenti, mentre gli investigatori proseguiranno gli accertamenti per chiarire dinamiche, responsabilità e contesto della vicenda.
Quello che emerge è una scena decisiva per la città: un evento che ha scosso una notte di festa e ha riacceso il confronto su come gestire la sicurezza nei luoghi di ritrovo giovanile. Benevento ha reagito con una necessaria attenzione alle procedure giudiziarie, distinguendo tra indagine in corso e responsabilità attribuite, nel tentativo di conciliare libertà personale e tutela della collettività.
Restano da chiarire numerosi elementi: l’esatta sequenza dei colpi e la posizione degli eventuali acclaramenti, la conferma o meno di altri testimoni e il ruolo che Pagnozzi avrebbe realmente avuto secondo i rapporti investigativi. Gli uffici competenti hanno assicurato che gli accertamenti continueranno e che ogni sviluppo sarà valutato dalle sedi processuali, nel rispetto della presunzione di innocenza.
In conclusione, la libertà di Pagnozzi non anticipa assoluzioni o condanne: la vicenda resta al vaglio della magistratura, con la Procura che orienta l’indagine e la difesa che solleva questioni procedurali. Nel frattempo, Benevento resta in ascolto per capire se e come cambieranno le misure di sicurezza e controllo sui luoghi di ritrovo notturno, soprattutto in aree pubbliche di grande affluenza giovanile.
