Benevento, lungo arco di vessazioni tra il 1995 e il 2021: a processo un sessantenne di Frasso Telesino
Benevento – Davanti al Tribunale penale, è in corso un processo contro un sessantenne di Frasso Telesino, accusato di maltrattamenti e atti persecutori nei confronti dell’ex moglie, originaria di Piedimonte Matese e residente a San Salvatore Telesino. L’imputazione riguarda un periodo che va dal 1995 al 2021, segnato da una lunga ombra di tensioni tra coniugi.
In aula è comparsa come testimone la referente dell’assistenza sociale del Comune di San Salvatore Telesino. L’assistente ha spiegato di avere seguito la pratica legata al reddito di cittadinanza della donna e di aver ascoltato, in alcune occasioni, racconti di litigi e conflitti con il marito da parte della vittima. Tuttavia, ha precisato di non aver mai osservato lividi o altri segni di violenza e di non aver ricevuto ulteriori resoconti di maltrattamenti.
La vicenda, come riferita dalla parte civile, si sviluppa su un arco temporale molto ampio. L’ex coniuge ha denunciato condotte vessatorie e maltrattamenti tra il 1995 e il 2021; il dibattimento è ancora in corso e la dinamica delle accuse resta al vaglio degli investigatori. La donna era già stata ascoltata in un’udienza dello scorso marzo: la sua deposizione, che ha superato il’ora, è stata contraddistinta da domande della Procura e dell’avvocato Angelo Riccio, che assiste la parte civile, seguite dal controesame dell’avvocato Massimo Viscussi, difensore dell’imputato.
Il calendario del processo prevede prossime testimonianze fondamentali per ricostruire la vicenda. Il giudice ha fissato il rinvio al 26 febbraio 2027, data in cui dovrebbero deporre il maresciallo in servizio nel 1997 presso la stazione dei carabinieri di Frasso Telesino, un maresciallo della stazione di San Salvatore Telesino, l’attuale compagno della persona offesa e la figlia della coppia. A quel punto verranno incrociate le testimonianze dei soggetti indicati per chiarire i contorni di quanto si sostiene in giudizio.
La portata di questa causa attraversa non solo l’esattezza delle presunte condotte, ma anche la gestione di relazioni familiari protrattesi per decenni, in un contesto dove la procura mantiene la prudenza tipica delle fasi istruttorie. La difesa resta concentrata sul confronto tra quanto emerge dalle testimonianze e quanto già presentato dall’accusa, mantenendo ferma la presunzione di innocenza fino a prova contraria.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it.
