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Appalti e presunte mazzette: assoluzioni in Appello segnano una svolta nel caso The Queen

Appalti e presunte mazzette: assoluzioni in Appello segnano una svolta nel caso The Queen

The Queen: assoluzioni e annullamento di sentenza nel caso degli appalti truccati del Casertano

Napoli – La Corte d’Appello di Napoli chiude una fase cruciale della maxi-inchiesta “The Queen” sugli appalti nel Casertano. Nei confronti dell’ingegnere Guglielmo La Regina, condannato in primo grado a sette anni per associazione a delinquere, la sentenza è stata dichiarata nulla e l’intero giudizio di primo grado è stato annullato.

Tra gli assolti in appello figurano dieci imputati, tra cui l’ex sindaco di Aversa Domenico De Cristofaro, Alessandro Zagaria e Raffaele Zoccolillo. A loro è stata attribuita l’assoluzione dall’accusa di corruzione in atti contrari ai doveri d’ufficio, un risultato che ribadisce il ridimensionamento delle contestazioni originarie nel contesto della gestione di risorse pubbliche legate a progetti regionali.

Per altri indagati, invece, la Corte ha pronunciato il non luogo a procedere per intervenuta estinzione dei reati. Si tratta dell’ex sindaco di Alife Giuseppe Avecone, dell’ex assessore regionale Pasquale Sommese, di Domenico Antonio Ranauro e di Antonio Sommese, cui non è stato possibile proseguire il processo per la perdita della materia del reato.

La vicenda, nota come The Queen, ebbe un impatto significativo nel 2017, anno in cui l’inchiesta portò all’esecuzione di 69 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati. Da allora, la traiettoria giudiziaria ha attraversato diverse tornate, con un’attenzione costante su presunti meccanismi di assegnazione di appalti e di finanziamenti regionali.

Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, l’ultima tornata della Corte d’Appello rappresenta un punto di snodo rilevante: da un lato, l’attenuazione delle imputazioni originarie per una parte degli indagati, dall’altro la rinuncia all’azione per motivi di estinzione per altri, con la fase processuale che resta comunque aperta per alcuni profili di responsabilità. Una lettura che evidenzia come, anche in casi ad alto rilievo pubblico, la giustizia possa sfociare in diverse esiti su singole posizioni.

L’esito non elimina la complessità dell’inchiesta né la necessità di chiarire i contorni delle condotte oggetto di indagine. Restano da definire i profili di responsabilità per chi resta in corsa e da verificare eventuali sviluppi su segmenti della vicenda che hanno visto imputazioni diverse dal percorso finora intrapreso. L’auspicio è che le decisioni assunte dalla Corte d’Appello contribuiscano a fare luce sulle dinamiche di affidamento e di controllo delle risorse pubbliche, offrendo al contempo al cittadino una lettura più chiara di cosa sia accaduto e di cosa si possa ritenere definitivamente accertato.

In questa fase, i passaggi successivi dipenderanno dall’esito delle posizioni rimaste aperte e dalle ulteriori verifiche che la magistratura vorrà definire. Il quadro, pur attenuato rispetto all’originaria imputazione, continua a richiedere attenzione sulle procedure di gara e sulla gestione delle risorse pubbliche, temi che restano al centro del dibattito pubblico in Campania.

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