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Truffe via WhatsApp e SMS: come funzionano i raggiri dei concorsi fasulli e delle multe false, allarme anche nel Lecchese

Truffe via WhatsApp e SMS: come funzionano i raggiri dei concorsi fasulli e delle multe false, allarme anche nel Lecchese

Titolo: Doppia trappola digitale: tra concorsi finti su WhatsApp e multe sms, come difendersi dai raggiri

Due messaggi, a distanza di meno di un’ora, descrivono due lati della stessa frode online: un link ingannevole per partecipare a un concorso e un Sms truffaldino che finge una sanzione. L’obiettivo comune è guadagnare fiducia, ottenere codici di attivazione e, in ultima istanza, rubare dati e denaro. Le forze dell’ordine invitano gli utenti a mantenere la massima prudenza e a verificare sempre le comunicazioni, prima di cliccare qualsiasi link o fornire dati sensibili. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, i segnali di pericolo sono chiari: urgenza artificiale, mittenti apparentemente affidabili e richieste di azioni immediate.

Nel primo caso l’esca è un presunto concorso: la vittima viene invitata a votare una giovane ballerina in una gara, e viene chiesto di fornire il numero di telefono. Successivamente arriva un codice via Sms che, una volta immesso, permette agli autori della truffa di attivare l’account WhatsApp della persona su un nuovo dispositivo. Con l’accesso ottenuto, i truffatori hanno modo di contattare parenti e amici fingendosi la vittima e chiedere denaro con la scusa di un’emergenza. La tecnica è nota come “vota la ballerina” e può presentarsi anche sotto altre forme credibili, come una borsa di studio o una competizione sportiva. L’obiettivo resta invariato: ottenere il controllo dell’account e sfruttarlo a scopo di estorsione o raggiro.

Un secondo filone si concentra sulle truffe legate alle multe: un Sms avvisa di un’infrazione al codice della strada e invita a cliccare su un link per verificare la sanzione. Aprendo la pagina, la vittima è guidata a fornire la targa e si trova davanti una multa apparentemente vantaggiosa, con uno sconto del 30% se si paga entro pochi giorni. Anche in questo caso lo scopo è rubare dati di pagamento. In alcune regioni italiane sono stati segnalati casi simili; in particolare, alcune forze di polizia municipale hanno raccomandato di non fidarsi dei link contenuti nei messaggi e di verificare direttamente sui canali ufficiali.

PagoPA ha chiarito che non invia richieste di pagamento via Sms o email e non chiede password, coordinate bancarie o numeri di carta. I pagamenti autentici passano dal dominio ufficiale checkout.pagopa.it, mentre le notifiche legali possono arrivare tramite raccomandata, Pec o Send sull’app IO. In sostanza, la regola è chiara: diffidare dei link inviati per votare, per verificare dati o per pagare; quando il mittente è una persona conosciuta, è sempre consigliabile contattarla con un canale alternativo prima di procedere.

Per difendersi, la prudenza non basta: occorre attivare misure concrete. Nella via di mezzo tra teoria e pratica, si suggerisce di attivare la verifica in due passaggi su WhatsApp, di non confermare trasferimenti dell’account e di avvertire immediatamente i contatti se qualcosa sembra fuori dall’ordinario. Se si è già inserito dati di pagamento su una pagina sospetta, la prima azione è contattare la banca per bloccare lo strumento e presentare denuncia alle autorità competenti; segnalazioni e supporto possono arrivare anche attraverso i canali della Polizia Postale.

I numeri danno la cifra della minaccia: nel 2025 le frodi informatiche hanno sottratto in Italia circa 269 milioni di euro, con 27.085 casi segnalati (più o meno stabili rispetto all’anno prima). Sempre nel 2025 la Polizia Postale ha gestito 51.560 casi di reati informatici, con 293 arresti e 7.590 denunce. In ambito locale, l’ultima lente d’ingrandimento su Lecce e provincia indica una media di denunce per frodi nel 2024 di circa 1.559, con cifre che rischiano di rispecchiare importi complessivi intorno a 1,6 milioni di euro sottratti ai cittadini. Questi dati, seppur varino di regione in regione, indicano una tendenza comune: la rapidità delle truffe online cresce insieme alle informazioni che i malviventi riescono a carpire.

In conclusione, la doppia trappola resta una delle vulnerabilità più diffuse dell’ecosistema digitale quotidiano. La vittoria contro le frodi passa da una combinazione di consapevolezza, verifica indipendente delle informazioni e utilizzo di canali ufficiali per pagamenti e comunicazioni legali. Rischi e responsabilità rimangono individuali: controllare sempre prima di cliccare, contattare direttamente chi ha inviato la comunicazione se c’è dubbio e mantenere aggiornati i dispositivi con accortezze di sicurezza.

Fonte: www.cronachedellacampania.it

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