Archiviazione richiesta per presunta violenza nello studio parlamentare: la chiave resta la procedibilità
La Procura di Roma ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l’archiviazione del procedimento che vede indagato per violenza sessuale il senatore Francesco Silvestro. I fatti contestati risalgono al febbraio 2025 e, stando agli atti, si sarebbero svolti all’interno dello studio parlamentare del politico.
La decisione della magistratura, però, non verte sulla veridicità delle accuse: si fonda su un tema di procedibilità. Secondo la tesi della difesa, la denuncia presentata dalla donna imprenditrice sarebbe arrivata oltre i termini previsti dalla legge, con un ritardo superiore a un anno rispetto agli episodi contestati. La proposta di archiviazione, spiegano gli avvocati, è therefore esclusivamente di natura formale e non interviene sul racconto della persona offesa.
Tra gli elementi finora raccolti dai magistrati, la difesa indica una testimonianza che descrive la donna in stato di forte turbamento e pianto negli immediati giorni successivi ai fatti. La Procura, dall’altro lato, sottolinea che la mancata ricostruzione immediata degli abusi non deve essere interpretata come segno di inattendibilità, tenuto conto delle possibili ripercussioni psicologiche.
La vicenda nasce da un contatto di natura commerciale: l’imprenditrice sarebbe stata messa in relazione con il senatore da un amico, un carabiniere, per definire una fornitura di vini del valore di circa 7 mila euro destinata all’inaugurazione di una residenza a Capri. L’ordine non fu formalizzato. La stessa donna ha riferito di aver poi intrapreso un percorso terapeutico e di aver subito pressioni e tentativi di dissuaderla dal denunciare da parte del militare coinvolto nel contesto.
Francesco Silvestro, 55 anni, ha iniziato la propria carriera politica nel 2000 ad Arzano, in provincia di Napoli. Eletto al Senato nel 2022 con Forza Italia, nel passato era stato al centro di un’inchiesta per concussione, conclusa anch’essa con archiviazione. Stando alle informazioni disponibili e come emerge dalla ricostruzione pubblicata, la procedura in corso resta concentrata sul profilo procedurale e sulle modalità con cui è stata presentata la denuncia.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la vicenda trova una originale origine in un contatto commerciale tra una imprenditrice e il senatore, mediato da un amico carabiniere. La notizia, dunque, resta legata soprattutto all’esame della legittimità della procedibilità piuttosto che a una conferma di responsabilità penale in senso stretto.
Cosa resta da chiarire adesso è quale sarà l’esito della richiesta di archiviazione e se e quali margini ci possano essere per una eventuale riapertura del caso. Rimane aperto il tema delle testimonianze e della consistenza degli elementi finora accumulati, nonché di come le tempistiche procedurali influenzeranno una vicenda controversa che vede un protagonismo politico di rilievo e un’interprete principale che, secondo quanto disposto, rimane al centro della discussione pubblica.
