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Qualiano scoperto allaccio abusivo: bar senza contratto per cinque anni, denunciato il titolare

Qualiano scoperto allaccio abusivo: bar senza contratto per cinque anni, denunciato il titolare

Qualiano, un bar della Circumvallazione esterna si mostrava agli occhi dei vicini come una normale attività di insegnamento e ritrovo, ma sotto la superficie funzionava qualcosa di fuori norma: apparecchiature elettriche alimentate regolarmente senza contatore né contratto di fornitura. È questa la fotografia emersa dall’indagine condotta dai carabinieri della stazione di Qualiano, intervenuti nell’esercizio commerciale interessato. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’operazione è stata realizzata con la collaborazione del personale Enel, che ha contribuito a verificare l’origine dell’allaccio.

L’analisi delle forze dell’ordine ha fatto emergere un dato inquietante: l’allaccio abusivo alla rete elettrica sarebbe durato 1.825 giorni, cioè circa cinque anni, periodo durante il quale l’attività ha continuato a funzionare utilizzando energia elettrica senza una regolare utenza. Un dettaglio che, se certamente confermato, attribuisce al locale una gestione della fornitura energetica non conforme alle norme e alle norme contrattuali vigenti.

Percezione comune tradita dall’evidenza tecnica: l’esercizio sembrava operare in piena regolarità, con frigoriferi accesi, macchina del caffè in funzione e fornetti sempre attivi, ma senza alcuna evidenza di contatore o di contratto di fornitura. L’entità del prelievo non regolamentato ha portato a una stima economica significativo: oltre 181.000 euro di energia non pagata nel corso di quel quinquennio. Una cifra che mette in luce l’impatto economico e le potenziali implicazioni sia fiscali sia di regolarità della gestione.

Al termine degli accertamenti, il titolare del bar, un 39enne residente a Trentola Ducenta, è stato denunciato dai carabinieri per furto di energia elettrica. La contestazione riguarda il presunto prelievo abusivo di energia dalla rete protrattosi per circa cinque anni, periodo al centro dell’indagine in corso. Le autorità hanno assicurato che restano in corso verifiche per chiarire l’intera dinamica e eventuali sviluppi, senza anticipare responsabilità non ancora confermate dai rilievi tecnici.

La vicenda, ancora in fase di chiarimento, sottolinea una problematica ricorrente nell’ambito della gestione di attività commerciali: l’ombra di pratiche irregolari legate alla fornitura energetica e i rischi che esse comportano in termini di sicurezza, contabilità e controllo di gestione. Da parte delle forze dell’ordine, l’invito è a lasciar emergere ogni elemento utile per accertare responsabilità e contorni dell’episodio, senza dare per scontate conclusioni prima che la magistratura completi gli elementi indagati.

Resta da verificare se ci siano ulteriori implicazioni o collegamenti con altre attività della zona e quali passi seguiranno per definire la posizione dell’interessato nell’ambito delle sedi competenti. In ogni caso, quanto emerso finora riguarda un prelievo non registrato di energia che, se confermato, rientra tra i casi di furto di energia elettrica, con potenziali riflessi su controlli, sanzioni amministrative e responsabilità civili e penalmente perseguibili.

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