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Porto di Castellammare: assenza di piano strategico, nasce una proposta di Accordo per lo sviluppo

Porto di Castellammare: assenza di piano strategico, nasce una proposta di Accordo per lo sviluppo

Porto di Castellammare, serve una strategia di sviluppo: oltre i bandi

Castellammare di Stabia è al centro di una discussione che guarda al futuro del proprio porto con la lente della visione a medio e lungo termine, non solo con la scansione di bandi e scadenze. L’ultimo atto riguarda un bando per sette lotti destinati alla nautica da diporto, emanato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, con promesse di ulteriori incarichi per i circoli entro la fine dell’anno. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la critica maggiore verte sull’impostazione procedurale che rischia di ridurre la gestione della costa stabiese a una sequenza di scadenze amministrative e concessioni, piuttosto che a una vera linea di sviluppo.

Il tema centrale non è solo la procedura: è la mancanza di un disegno strategico condiviso che valorizzi storia e potenzialità del bacino. In un documento firmato dai Democratici e Progressisti stabiesi si sottolinea come, da una parte, operazioni e realtà come il Circolo Nautico e Stabia Main Port rappresentino un polo di eccellenza, dall’altra l’ente portuale appaia spesso “episodico” nelle scelte sul territorio. Il quadro è arricchito dalla fotografia di due poli della costa – il Porto Antico con il Cantiere Navale e le Corderie, e il porto turistico Marina di Stabia – che vivono oggi una fase di stallo dopo le riconversioni degli anni ’80 e ’90, minacciati da aree dismesse e da un degrado urbano non privo di tensioni economiche.

A distanza di quasi due decenni dall’ingresso del porto nell’Autorità di Sistema e dal completamento delle opere a mare di Marina di Stabia, permangono incognite significative. Tra queste la chiarezza sui tempi di realizzazione delle opere a terra di Marina di Stabia – dove è attesa l’esito della conferenza di servizi legata alla ZES – e l’assenza di risposte su nodi cruciali per il Porto Antico: dal destino del Montil e dei Silos alla decisione sull’eventuale bacino di costruzione utile a tutelare il Cantiere Navale.

Anche sul fronte dei finanziamenti pubblici i dubbi pesano. Nonostante un protocollo siglato con il Comune nel maggio 2025, persiste l’incertezza sull’attuazione del Piano Regolatore Portuale e del Piano Strategico. Il contesto ha influito sull’esclusione della città dai 450 milioni di euro di fondi europei destinati all’area e sulla revoca di 35 milioni di euro di fondi governativi destinati a Porto e Fincantieri.

In questa fase delicata, segnala la comunità locale, è necessario superare la logica dell’emergenza e mettere in rete lo scalo con il centro storico, le terme e l’intero sistema di mobilità turistico-culturale. La proposta più concreta al tavolo è la definizione rapida di un Accordo per lo sviluppo, da sottoscrivere con Regione Campania e Città Metropolitana di Napoli, con il coinvolgimento di soggetti come Invitalia e Sviluppo Campania. L’obiettivo è insieme convocare un incontro urgente con l’Autorità Portuale per restituire Castellammare al centro delle decisioni sul proprio destino.

In definitiva, la questione non riguarda soltanto una procedura o una serie di bandi: è una sfida di governance territoriale. Il porto non è solo un’infrastruttura; è un tessuto vitale che può collegare antichi asset culturali e nuove opportunità economiche. Un rilancio exige una cornice di sviluppo condivisa, capace di trasformare l’attuale stallo in una prospettiva concreta di rilancio, con progetti integrati che mettano al centro la città e i suoi cittadini.

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