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Napoli tra le scelte arbitrali: Guida pronto al ritorno in campo, Maresca in bilico per regole di sezione

Napoli tra le scelte arbitrali: Guida pronto al ritorno in campo, Maresca in bilico per regole di sezione

Arbitri, linee guida e numeri: Orsato indica la rotta per Napoli, Roma e il VAR

All’Ibc di Lissone, durante l’incontro con i media, Daniele Orsato ha tracciato la linea guida per l’arbitraggio della prossima stagione. Guida tornerà presto ad arbitrare il Napoli; Maresca incontra ostacoli più severi perché, ha spiegato il designatore, si vuole evitare arbitri della stessa sezione delle squadre.

«Guida tornerà ad arbitrare il Napoli dopo aver fatto il quarto uomo contro il Como? Molto presto, lui è della sezione di Torre Annunziata. Maresca sarà più difficile perché vorrei evitare arbitri della stessa sezione delle squadre», ha spiegato Orsato. L’intervento, sintetico ma iconico nel linguaggio della Can, richiama una pratica ormai abituale: sparigliare i confini tra le sezioni per garantire maggiore neutralità nelle partite clou.

Il tema non è solo geografico. Orsato ha posto l’attenzione sulla concreta applicazione dei criteri di designazione, portando esempi di assegnazioni incrociate tra diverse città. «Sozza di Seregno che arbitra Inter e Milan, al pari di Marinelli di Tivoli per Roma e Lazio», ha detto, chiarendo che la logica è estesa anche ad altre realtà. E ha aggiunto che «sarà invece più difficile vedere Daniele Doveri, della sezione di Roma, alla direzione di una delle due squadre della capitale». Un percorso che, ha sottolineato, non è casuale ma funzionale a evitare situazioni di potentiale conflitto di interessi tra arbitro e squadra. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, il principio è mirato a una maggiore autoprotezione della continuità arbitrale nel massimo palcoscenico nazionale.

Sul tavolo, naturalmente, la cronaca di campo: sette errori arbitrali tra campionato e Coppa Italia, cinque nel campionato e due nelle coppe, secondo la verifica della Can. Tre episodi riguardano rigori non assegnati nel campionato, sui quali il Var avrebbe dovuto intervenire: in Torino-Milan era da sanzionare il fallo di mano di Vlasic; in Fiorentina-Frosinone andava punito l’intervento di Dragusin su Monterisi; in Juventus-Atalanta era da concedere il penalty per la trattenuta di Kalulu su Rowe. Un quadro che, per Orsato, testimonia l’importanza di una revisione continua e della trasparenza sul ruolo del VAR nelle decisioni chiave.

Altri due episodi hanno portato al mancato rosso: Caqueret era da espellere per l’intervento su Britschgi in Como-Parma, mentre Jimenez avrebbe potuto lasciare il campo per il colpo a Bracaglia in Fiorentina-Frosinone. Per quanto riguarda la Coppa Italia, Fiorentina-Pisa ha visto mancare un rigore per la trattenuta di Caracciolo su Pellegrino, e Torino-Monza il Var non avrebbe dovuto cancellare il penalty accordato per il fallo di mano di Lucchesi, trattandosi di una decisione di campo.

Rientrano dal conteggio anche episodi controversi non considerati nell’elenco ufficiale. Tra questi Genoa-Napoli, con il contatto De Bruyne-Vazquez, e Inter-Napoli per il presunto fallo di mano di Lobotka, mai certificato dalle immagini. Non è nemmeno considerata un errore la collisione tra De Winter e Kolo Muani prima del gol di Cisse in Juventus-Milan.

Sul piano numerico, Gabriele Gava, componente della Can, ha illustrato i segni della nuova linea arbitrale: il tempo effettivo è salito a 59 minuti e 24 secondi, +5 minuti e 53 secondi rispetto alla stagione passata. In media, i falli sono diminuiti da 26 a 22,74, i rigori sono stati cinque in cinque turni, le ammonizioni da 3,63 a 3,22 e le espulsioni da 0,18 a 0,04.

In sintesi, l’intervento di Orsato a Lissone conferma una stagione all’insegna della prudenza, della trasparenza e della necessaria modularità delle designazioni: meno rischi di conflitti di interesse, più attenzione alle decisioni che incidono davvero sul risultato, e una lettura costante dei numeri per misurare il lavoro del VAR. Il quadro resta equilibrato tra rigore tecnico e tutela delle vittime di errori arbitrali: obiettivo condiviso, ancor prima della cronaca, dal sistema arbitrale e dalle squadre coinvolte.

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