Napoli si appresta a scrivere una pagina storica della vela: nel 2027 ospiterà, per la prima volta in Italia, la fase decisiva della Louis Vuitton America’s Cup, con la regata finale che si svolgerà nel Golfo partenopeo. Un appuntamento destinato a cambiare radicalmente il volto della città e a legare in modo indissolubile Napoli al racconto millenario della Coppa America. Nel 2026 la Baia di Napoli ospiterà una delle tappe della Road to Naples, la Regata Preliminare in programma dal 24 al 27 settembre, come preludio all’evento clou del 2027. Il calendario completo vede la disputa della Louis Vuitton Cup in primavera e estate, per definire lo sfidante che affronterà Emirates Team New Zealand, detentore della Coppa. Il culmine è previsto dal 10 luglio 2027, quando le acque del Golfo accoglieranno il Match per la Coppa. (Fonte: cronachedellacampania.it)
La storia della Coppa America nasce nel 1851 a Cowes, sull’Isola di Wight, con una goletta che spezza l’egemonia britannica e dà origine a una competizione destinata a trasformarsi nel tempo: una corsa tra defender e challenger, un percorso di tecnologia e innovazione che ha accompagnato intere ere della vela. Per oltre un secolo il trofeo resta negli Stati Uniti, custodito dal New York Yacht Club per 132 anni, fino all’impresa che cambiò il corso della storia nel 1983 con la vittoria dell’Australia II. Da lì in poi la Coppa ha seguito una geografia dinamica, spostandosi tra continenti e oceani, tra Silver e catamarani, tra nuove classi e nuove strategie. Nel 2003 la Svizzera di Alinghi porta una svolta europea, e da allora il palcoscenico globale ha còlto ripetutamente nuove tecnologie, come i catamarani con foil e i monoscafi foiling, protagonisti dell’era contemporanea. In questa lunga trasformazione l’Italia ha costruito una presenza significativa grazie a Luna Rossa, dal debutto nel 2000 ad Auckland agli ultimi avamposti tecnologici, fino all’impegno nel 2024 a Barcellona e alla conferma del 2027 a Napoli. Secondo le informazioni disponibili, Napoli diventerà così la casa di entrambe le fasi conclusive della competizione: la Louis Vuitton Cup e l’America’s Cup Match.
Luna Rossa occupa un capitolo speciale della storia italiana della Coppa: nata nel 1997 a Punta Ala, ha esordito nel 2000, conquistando subito il diritto di sfidare la difesa a Auckland. Non è stata una vittoria da voto unanime, ma ha segnato l’ingresso dell’Italia nel club delle potenze della vela. Nel corso degli anni, il team ha assorbito esperienze che lo hanno reso una presenza costante nei quadri di vertice, fino all’impegno recente: nel 2021 è tornato a sfidare a Auckland, nel 2024 ha disputato la finale delle Challenger Selection Series a Barcellona e ora è chiamato a rappresentare l’Italia in una cornice completamente nuova, dove la vela italiana potrà esprimersi sul proprio territorio. Il ritorno di Luna Rossa al palcoscenico napoletano non è casuale: il Circolo del Remo e della Vela Italia resta un riferimento storico, ma ora si confronta con una dimensione non solo sportiva, bensì urbanistica e sociale, legando l’evento a una rigenerazione strutturale della città.
Napoli non è una novità assoluta per la Coppa: già nel 2012 e nel 2013 la città ha ospitato le America’s Cup World Series, portando nel Golfo campano una vetrina internazionale e offrendo ai team una prima possibilità di confronto sul campo. Quest’esperienza è stata richiamata esplicitamente dai protagonisti nel procedere verso Napoli 2027, dove la portata dell’evento va oltre la singola regata: si tratta dell’apertura di un nuovo capitolo, in cui la più prestigiosa competizione velistica si svolge interamente in Italia per la prima volta nella storia.
Le peculiarità tecniche dell’America’s Cup continuano a guidare la narrativa: dagli albori dei monoscafi tradizionali ai catamarani da foil, fino all’attuale generazione di AC75, con approcci tecnologici che hanno reso le regate sempre più veloci e spettacolarmente complesse. La 38ª edizione manterrà i AC75 per il cuore della competizione, riservando agli AC40 le regate preliminari, la Youth America’s Cup e la Women’s America’s Cup; le barche saranno alimentate a batteria e i velisti saranno cinque per ogni scafo, segnando una evoluzione non solo sportiva ma anche energetica e di sostenibilità. Napoli si propone dunque come laboratorio di modernità, dove lo sport incontra l’industria e le opere di rigenerazione urbana si intrecciano agli spettacoli di vela.
Il cantiere di preparazione è già aperto: la base logistica dei team troverà spazio nell’area di Bagnoli, mentre il lungomare e la Baia di Napoli diventeranno il palcoscenico pubblico, offrendo una cornice che coniuga sport, turismo e rigenerazione. È significativo che il calendario 2026 preveda una tappa della Road to Naples con otto regate di flotta nelle acque napoletane e una finale di match race tra le prime due imbarcazioni classificate: un test cruciale prima del grande appuntamento del 2027, che vedrà la città dipinta di vela, footwork di pubblico lungo il waterfront e una nuova centralità internazionale per Napoli. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, questa edizione potrebbe segnare una svolta non solo sportiva, ma anche urbanistica e culturale per la città.
