Napoli: pedane sul lungomare come opportunità di accesso pubblico al mare
Napoli potrebbe trasformare le pedane allestite sul lungomare in occasione della regata preliminare della 38esima America’s Cup in un sistema di accesso stagionale al mare, pensato per garantire agli abitanti una fruizione più semplice e sicura della risorsa costiera. L’idea, presentata in sede istituzionale, privilegia una funzione pubblica permanente nel tempo, pur mantenendo una natura temporanea durante il periodo estivo.
In questa cornice, l’iniziativa è stata avanzata dal presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha evidenziato come l’eredità dell’evento possa diventare un’opportunità concreta per la vivibilità della città. Secondo quanto riportato da Cronache della Campania, l’obiettivo sarebbe mantenere le pedane per alcuni mesi all’anno, assicurando ai napoletani un punto di accesso al mare più semplice e sicuro.
La logica proposta non è semplicemente quella di conservare strutture già utilizzate, ma di ripensare l’intero fronte costiero come spazio pubblico, integrando pedane e tratti di costa rocciosa in un sistema di accesso diffuso. Fico ha scherzato sull’idea di restituire il mare alla città, spingendo la riflessione oltre la mera dimensione legata all’evento sportivo e incrociando turismo, sicurezza e qualità della vita urbana.
L’ipotesi prevede un percorso lungo uno dei tratti più significativi del waterfront, dalla Rotonda Diaz a Castel dell’Ovo, con alternanza tra passerelle e spiagge rocciose. L’obiettivo è creare punti di accesso distribuiti lungo la costa, evitando però una trasformazione uniforme della linea di costa. Sarebbe dunque una riqualificazione funzionale, non una semplice rimessa in uso di infrastrutture temporanee, capace di favorire l’interazione quotidiana tra cittadini e mare.
Prima di procedere, però, occorrerà un confronto stretto tra Regione, Soprintendenza e ministero competente per verificare la fattibilità tecnica, paesaggistica e normativa di una simile soluzione. La coerenza con le tutele ambientali e il paesaggio costiero resta una condizione essenziale: l’idea non può sacrificare la salvaguardia del territorio. Il dialogo tra le istituzioni è indicato come passaggio chiave per definire eventuali autorizzazioni e competenze, evitando soluzioni scolpite a tavolino.
La sicurezza resta un tema centrale. Tra le proposte, l’installazione di boe a una distanza di 7-10 metri dalle scogliere per delimitare una fascia di balneazione sicura e prevedere una vigilanza adeguata, con impegno di risorse pubbliche per garantire controlli e gestione operativa nei mesi di maggiore afflusso. In sostanza, si propone di coniugare accessibilità e protezione dei bagnanti con una gestione responsabile delle risorse marine in area urbana.
L’idea va oltre l’eredità fisica dell’America’s Cup: rappresenterebbe una cornice per ripensare il rapporto tra Napoli e il mare come bene comune, accessibile senza rinunciare alla tutela della costa e al rispetto dei vincoli paesaggistici. Restano da definire tempi, modalità, costi, autorizzazioni e competenze, ma il tema è già sul tavolo: trasformare una traccia di eventi internazionali in un modello di fruizione pubblica stagionale, capace di restituire al Golfo di Napoli una funzione quotidiana e democratica.
Fonte: Cronache della Campania.
