Il Lungomare di Napoli sta vivendo una trasformazione che va oltre il teatro delle regate: le piattaforme temporanee sugli scogli, allestite per la Louis Vuitton America’s Cup, hanno cambiato la scena, offrendo una nuova cornice di accessibilità e fruizione del mare per residenti e visitatori.
Sulla banchina di via Caracciolo la costa ha assunto nuove geometrie: pedane collaudate e accesso libero e gratuito per tutti; una corsia prioritaria e spazi riservati a persone con disabilità e fasce fragili sono garantiti dall’amministrazione. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, le pedane restano aperte al pubblico con misure di accessibilità adeguate.
Il sindaco Gaetano Manfredi invita a leggere l’iniziativa come modello di fruizione permanente del mare, non solo legato alla regata: se l’esperienza darà i frutti attesi, l’amministrazione lavorerà con Autorità e Soprintendenza per riposizionare le pedane nei mesi estivi, ampliando l’accesso al mare per cittadini e visitatori.
È una scommessa di territorio che mira a trasformare il mare da semplice contorno a parte integrante della vita quotidiana, con una traiettoria che attraversa l’area da Bagnoli a Napoli Est. L’obiettivo è offrire un aggancio reale tra città e costa, superando la logica episodica della manifestazione per costruire una fruizione pubblica stabile.
La settimana dedicata allo sport e alla cultura si arricchisce di un palcoscenico singolare: Nisida apre al pubblico con concerti e spettacolo sotto la regia del Comune e di Sport e Salute, soggetto attuatore incaricato dal Governo. Martedì 22 settembre, la terrazza di Nisida ospiterà Edoardo Bennato, accompagnato da una rivisitazione lirica di ’O sole mio interpretata dal tenore Gaetano Amore e dal soprano Irene Scarpato. Domenica 27 settembre, al Race Village, dopo la premiazione dei vincitori, è previsto un concerto gratuito sul Main Stage, la cui identità del gruppo ospite resta al momento una sorpresa, ma l’evento è aperto a tutta la città.
Il progetto non si esaurisce con le regate: è presentato come un tentativo di raccordare sport, cultura e fruibilità del mare in un unico asset urbano. Il Comune, insieme a Sport e Salute e alle istituzioni competenti, guarda al futuro della costa come risorsa condivisa, non solo come cornice temporanea di un grande evento.
In questa chiave, Napoli sembra voler testare una formula che lasci una traccia concreta: un mare pubblico, accessibile a tutti, e un calendario che intrecci spettacolo, turismo e vivibilità lungo tutto l’arco costiero. Un’operazione che potrebbe, se confermata dai mesi a venire, ridefinire davvero l’identità della città davanti al suo mare.
