Napoli in vela e cantieri: la città si mette in regata per la 38ª America’s Cup
Napoli si prepara a vivere un periodo intenso, tra regate, investimenti pubblici e una serie di appuntamenti collaterali che trasformano il Golfo in un grande palcoscenico sportivo e civile: dal 24 al 27 settembre la seconda Preliminary Regatta della 38ª America’s Cup occuperà l’attenzione della città, dopo l’apertura a Cagliari dello scorso maggio. Secondo quanto riferito da cronachedellacampania.it, sarà la prima tappa cruciale che aprirà la strada alla finale prevista nel luglio 2027, la prima in Italia.
Il teatro scelto è sempre lo stesso: il Golfo di Napoli, con il Vesuvio a fare da sfondo, dove nove AC40 verranno schierati in una sfida tra sei team. Tra i protagonisti confermati spiccano Luna Rossa con due equipaggi, Emirates Team New Zealand, GB1, Athena Pathway, Alinghi, La Roche-Posay e American Racing Challenger Team Usa. Assente invece Team Australia. In sostanza, la competizione promette testa a testa tra tattica, velocità e decisioni decisive in situazioni di alta tensione.
Il calendario ufficiale prevede, oltre alle regate di prova in programma giovedì, otto prove di flotta da venerdì a domenica. La finale vedrà contrapposte le due imbarcazioni meglio piazzate al termine delle prove. Le gare saranno accessibili gratuitamente agli spettatori collocati lungo la Rotonda Diaz e nel Race Village allestito sul lungomare Caracciolo, dove grandi schermi permetteranno ai visitatori di seguire ogni andatura delle barche.
La manifestazione non è solo sport: è anche un motore di movimento economico e urbano. La cosiddetta terrazzamania ha già acceso i riflettori sui quartieri panoramici, con un’impennata degli affitti brevi per chi cerca viste sul Golfo. Le stime parlano di circa 80mila presenze in più rispetto al normale flusso turistico, con la capacità alberghiera quasi al completo per accogliere team, staff e accompagnatori presenti da mesi.
Contemporaneamente, la logistica della regata passa per i cantieri di Bagnoli, nell’area dell’ex Ilva, dove sta prendendo forma un accampamento di hangar e strutture necessarie alle squadre. Il cantiere è al centro di tensioni locali: residenti hanno protestato e, anche nell’ultima settimana, si è registrato un blocco temporaneo dei camion di servizio, segno tangibile delle inevitabili ripercussioni sociali legate all’evento.
La settimana dell’America’s Cup è stata arricchita da un fitto programma di iniziative pubbliche: Napoli e la Campania ospiteranno appuntamenti dedicati allo sport, ai giovani, alle periferie e alle comunità, con la presenza di Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani, e dei vertici di Sport e Salute, Marco Mezzaroma e Diego Nepi Molineris. Un’attenzione istituzionale che accompagna la dimensione sportiva, con l’obiettivo di trasformare la settimana in un capitolo di politica sportiva territoriale.
Tra gli eventi collaterali, a Casalnuovo è stato inaugurato un playground Sport Illumina, aprendo simbolicamente la strada verso la regata. In serata, alla Fondazione dei Quartieri Spagnoli, è prevista la proiezione di Mighty Mary, documentario dedicato al primo team interamente femminile a partecipare all’America’s Cup. E domani, alle 18, Nisida ospiterà l’evento istituzionale di apertura della settimana, con autorità e rappresentanti dei team; è prevista anche l’esibizione di Edoardo Bennato, che interpreterà l’inno ufficiale della edizione 2027.
Una tappa fondamentale sarà il 23 settembre, quando Amerigo Vespucci tornerà a Napoli per ospitare nuovamente il trofeo e i team impegnati nella Louis Vuitton 38ª America’s Cup, in una tappa che rafforzerà il legame tra la città e la manifestazione. Il 27 settembre, a chiusura della settimana, Castel dell’Ovo celebrerà la storia di Napoli con un videomapping di tre minuti dedicato ai 25 secoli di memoria civica della città, aprendo idealmente la rotta verso il 2027.
Anche i circoli velici napoletani hanno acceso i fuochi della festa sportiva, offrendo momenti di spettacolo e di condivisione della tradizione locale. L’edizione 2026 della regata, dunque, non è solo una corsa tra mare e foil: è una narrazione di rigore sportivo, trasformazione urbanistica e partecipazione collettiva, una cornice in cui Napoli prova a raccontarsi come città-capitale della vela senza rinunciare al proprio tessuto sociale ed economico.
Nota: quanto riportato è tratto dall’informazione pubblicata da www.cronachedellacampania.it.
