Napoli, Pascale: decine di giovani ricercatori rischiano di restare senza contratti, perché i fondi del PNRR destinati alle loro borse non saranno prorogati. L’allarme arriva all’indomani di mesi di attesa e di tentativi di trovare una soluzione normativa che permetta la continuità degli studi sull’oncologia nell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale, senza alcun esito positivo finora. La situazione arriva in un momento cruciale per la ricerca ospedaliera partenopea.
Da mesi si cerca una soluzione normativa per prolungare i rapporti di lavoro, ma non è stata trovata. Il sindacato FP CGIL Campania ha lavorato a stretto contatto con la Regione per differire le prime scadenze contrattuali, ma le interlocuzioni non hanno portato a una proroga né a un piano alternativo adeguato. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la vicenda riguarda contratti e borse di studio legati ai fondi del PNRR e del PNC.
La frustrazione tra i ricercatori è evidente: una parte consistente di giovani professionisti rischia di veder svanire anni di impegno, proprio mentre l’istituto napoletano continua a lavorare su progetti che potrebbero valorizzare nuove terapie contro i tumori. A certificarlo è anche il sindacato, che sottolinea come, nonostante l’impegno della Regione Campania, non sia ancora emerso un percorso che permetta di mantenere gli staff coinvolti nei progetti attuali.
La dinamica politica della vicenda è al centro delle critiche rivolte al Governo: secondo i rappresentanti della CGIL, la responsabilità politica ricade sul Ministero della Salute, che, sollecitato da diverse Regioni, non avrebbe fornito una soluzione di “ponte” enough per evitare la perdita di professionalità chiave. L’impressione, a giudicare dal tono delle valutazioni sindacali, è che la ricerca non sia una priorità per l’attuale esecutivo, nonostante l’urgenza di garantire continuità ai percorsi di eccellenza scientifica.
Nei prossimi giorni la CGIL annuncia nuove iniziative: l’obiettivo è rendere stabile e duratura la ricerca sanitaria nel Paese e contrastare la cosiddetta fuga di cervelli. Insieme ai ricercatori coinvolti, è in programma un presidio a Roma, volto a mettere al centro la necessità di scelte politiche che sostengano un settore cruciale per la salute pubblica e per l’innovazione.
Resta da capire quali sviluppi arriveranno nelle prossime settimane, ma il Pascale resta esposto all’incertezza: la perdita di una parte del talento che alimenta i laboratori dove si studiano nuove terapie potrebbe riflettersi sui tempi e sui risultati di progetti già avviati. L’istituto resterà al centro dell’attenzione non solo per le cure ai pazienti, ma anche per la tenuta degli staff che rappresentano la spina dorsale della ricerca oncologica napoletana.
