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Napoli: ascensore della Funicolare Centrale fermo da luglio, Borrelli chiede chiarezza sull’accessibilità

Napoli: ascensore della Funicolare Centrale fermo da luglio, Borrelli chiede chiarezza sull’accessibilità

Titolo: Napoli, ascensore della Funicolare Centrale fuori servizio da luglio: l’accessibilità non è un optional

Napoli – L’ascensore della stazione Corso Vittorio Emanuele, parte della Funicolare Centrale, resta inattivo dall’inizio di luglio 2026. A oltre due mesi dal guasto, non è stata comunicata una data certa di riattivazione e gli utenti continuano a convivere con un disservizio che incide sull’accessibilità del trasporto pubblico. Secondo quanto riferito, la segnalazione è arrivata al deputato Francesco Emilio Borrelli (AVS) e la protagonista questione resta quella della fruibilità delle stazioni per chi è costretto a muoversi in carrozzina o con gravi limitazioni motorie. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la situazione persiste senza aggiornamenti ufficiali sui tempi di ripristino.

Il caso si inserisce in una dinamica più ampia che riguarda l’affidabilità degli impianti di accessibilità in servizio urbano. Anm ha già documentato nel tempo altre chiusure di ascensori lungo la Linea 1, tra cui quelli di Montedonzelli e Frullone. Nel caso di Frullone era stato attivato un servizio taxi sostitutivo per gli utenti con disabilità motoria, una soluzione tampone che però non elimina il disagio quotidiano di chi deve raggiungere la propria destinazione sfruttando una stazione non accessibile in quel momento. L’esperienza di chi deve spostarsi per motivi di lavoro, cura o studio evidenzia come la fruibilità rimanga una variabile legata all’effettiva manutenzione e gestione degli impianti.

Il tema dell’inaccessibilità non è circoscritto all’unica fermata citata. Anche su altre linee, come quelle gestite dall’EAV, nel 2026 sono stati segnalati diversi episodi di indisponibilità degli impianti di risalita: sui percorsi che collegano Montesanto, Piave, Soccavo, Pianura, Quarto Centro, San Giorgio a Cremano e Volla si è registrata una serie di incontri tra disagi e comunicazioni poco precise agli utenti. Una situazione che mette in evidenza una gestione complessiva delle infrastrutture di trasporto che non sempre garantisce una continuità minima di accessibilità.

«Non possiamo continuare a considerare normale che un ascensore destinato a garantire l’accessibilità di una stazione resti fermo per mesi», è la presa di posizione di Borrelli. Secondo il deputato, per chi può usare le scale il danno è evidente, ma per una persona in carrozzina o con gravi difficoltà motorie può significare non poter utilizzare quella fermata. Nella sua analisi la segnalazione descrive una situazione paradossale: genitori e nonni sono costretti a sollevare passeggini sulle scale, mentre chi ha bisogni di mobilità non può fruire della stessa fermata, nonostante il pagamento di biglietti e abbonamenti.

La richiesta è chiara: ANM deve fornire spiegazioni precise sull’impianto di Corso Vittorio Emanuele, indicare quali interventi sono stati già realizzati, quali restano da ultimare e, soprattutto, la data prevista per il ripristino. Non basta appendere un cartello indicante “si lavora”: serve trasparenza sui tempi concreti. In questa cornice, Borrelli chiede anche una verifica sistematica sugli impianti di accessibilità presenti nelle stazioni, con manutenzione tempestiva e alternative realmente fruibili. «Una città moderna non può chiedere alle persone con disabilità di adattarsi alle carenze infrastrutturali; i servizi pubblici devono essere accessibili a tutti», conclude.

Il tema, dunque, non è soltanto tecnico: è un parametro di civiltà urbana. Il caso della Funicolare Centrale a Corso Vittorio Emanuele diventa una lente sullo stato di salute della mobilità in città, dove l’efficienza del trasporto pubblico incontra la necessità di garantire pari diritti di movimento a tutti i cittadini. Le prossime settimane dovranno chiarire se l’intervento di ripristino arriverà con tempistiche precise e se l’attenzione alle infrastrutture di accessibilità diventerà una priorità permanente per un sistema di trasporti che ambisce a essere davvero per tutti.

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