Nel pomeriggio del 24 settembre 2026, la Prefettura di Napoli ha convocato una riunione dell’Osservatorio per il monitoraggio e la pianificazione degli interventi sull’incidentalità stradale. Al centro del ragionamento c’è l’uso dei dispositivi di rilevamento della velocità senza contestazione immediata, una materia che richiede coordinamento tra enti locali, forze dell’ordine e gestori delle arterie viarie. La riunione, che si è svolta presso il Palazzo di Governo, è stata presieduta dal Prefetto Michele di Bari.
All’ordine del giorno hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni dell’Isola di Ischia, di Camposano, Gragnano, Pozzuoli, Somma Vesuviana e Tufino, insieme ai vertici delle forze dell’ordine, al Dirigente della Sezione della Polizia Stradale e ai rappresentanti di ANAS e della Città Metropolitana. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’incontro ha confermato un quadro di attività già avviate e ha inquadrato la questione nel contesto delle linee guida che guidano il monitoraggio prefettizio dell’incidentalità stradale. Nell’occasione è stato ribadito che la materia è strettamente legata al quadro normativo nazionale, con riferimenti al Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 8 giugno scorso sull’omologazione, taratura e verifiche di funzionalità degli apparecchi, nonché alle circolari prefettizie diffuse agli enti gestori delle strade nei mesi di luglio e agosto.
Una parte significativa della discussione ha riguardato la ricognizione di ulteriori arterie su cui posizionare autovelox, con particolare attenzione all’Isola di Ischia. Nella mattinata di ieri sono stati avviati servizi straordinari di controllo sulla stessa isola, affidati al comparto della Polizia Stradale per incarico del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, deliberato il 22 settembre. I controlli proseguiranno nelle settimane a venire e si estenderanno, dove opportuno, alle fasce serali e notturne, nell’ottica di una deterrenza capillare e di una maggiore efficacia nella prevenzione degli incidenti.
Fra le strategie messe in campo a livello locale, l’Osservatorio ha evidenziato iniziative complementari agli autovelox: attraversamenti pedonali rialzati, impianti semaforici mirati, rifacimento della segnaletica verticale e orizzontale e interventi di manutenzione del manto stradale. Questi strumenti, spiegano gli enti presenti, hanno l’obiettivo di rendere la strada più comprensibile e attraversabile, non limitandosi alla mera rilevazione delle violazioni.
L’impegno espresso al termine dell’incontro è duplice: proseguire il monitoraggio delle aree con maggiore incidenza di incidenti e accelerare l’attuazione degli interventi programmati. L’obiettivo dichiarato è chiaro: salvaguardare l’incolumità degli utenti della strada e prevenire eventi gravi attraverso una politica di sicurezza integrata, che sappia combinare tecnologia, infrastrutture e controlli sul territorio.
Da un punto di vista operativo, l’esito della riunione indica una localizzazione strategica e una pianificazione che non si limita all’allestimento di dispositivi di rilevamento, ma che punta a un pacchetto di misure coerenti con le esigenze specifiche delle diverse realtà comunali dell’area napoletana. Si tratta, insomma, di una cornice di azioni mirate a tradurre la teoria normativa in interventi concreti e misurabili sul territorio, con un’attenzione particolare alle condizioni di circolazione e alla protezione dei pedoni.
Secondo le informazioni disponibili, l’iniziativa rappresenta una modalità di gestione condivisa tra Prefettura, Comuni e forze dell’ordine per affrontare l’incidentalità stradale in modo organico, restando aperta a eventuali aggiustamenti a seconda dei risultati delle verifiche e delle nuove evidenze sul campo. In questo contesto, la politica della sicurezza stradale appare meno ottica di gara tra strumenti tecnologici e più una strategia di sistema, in cui strumenti normativi, infrastrutturali e di controllo si integrano per definire un percorso di prevenzione credibile e duraturo.
