Una giornata che intreccia cronaca giudiziaria e governance sportiva mette in discussione il futuro della Juve Stabia. Alfredo Guerri, l’imprenditore napoletano al vertice della società di Serie B, è stato raggiunto da una interdittiva che gli vieta di svolgere attività imprenditoriali, emessa dal gip del Tribunale di Napoli Nord, mentre in parallelo arriva un nuovo capitolo dell’inchiesta sul Superbonus con un sequestro da oltre 153 milioni di euro di crediti d’imposta. La coppia di provvedimenti segna una svolta significativa in un’indagine già articolata e complessa. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la dinamica patrimoniale della vicenda si è arricchita di un’ulteriore pagina con il maxi-sequestro contestato agli indagati.
La misura interdittiva riguarda Guerri in quanto soggetto destinatario di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli Nord. L’interdizione impedisce all’imprenditore di esercitare imprese, mentre nella stessa giornata il gip ha disposto una interdizione analoga per un professionista coinvolto nel contesto tecnico della vicenda. Si tratta di un passaggio distinto rispetto al sequestro patrimoniale operato a luglio, che aveva invece confiscato beni e crediti ritenuti collegati alle ipotesi di reato contestate. L’importanza del nuovo atto sta nel fatto che si entra direttamente nel piano operativo e gestionale dell’indagato, non solo nell’assetto patrimoniale della società.
L’aspetto investigative, invece, riguarda un meccanismo contestato dall’accusa, partito dall’attività di una società incaricata da condomìni come general contractor per lavori ammessi al Superbonus. In breve, secondo l’ipotesi accusa, sarebbero state emesse fatture e documentazioni riferite a interventi non reali o non completati, con asseverazioni di stato di avanzamento attestate da tecnici e quindi trasmesse tramite canali di norma previsti, tra cui l’Enea, per alimentare crediti d’imposta che sarebbero stati poi monetizzati. Il passaggio successivo avrebbe visto la cessione di questi crediti a istituti di credito o a altri soggetti, trasformando il valore fiscale in liquidità. È questa la cornice investigativa che ha portato al nuovo sequestro patrimoniale di oltre 153 milioni di euro.
La partita societaria resta ovviamente centrale per capire cosa potrebbe accadere alla guida della Juve Stabia. Guerri è anche proprietario e presidente della squadra di calcio che milita in Serie B, e il futuro della sua carica dipenderà dall’estensione, se presente, della interdizione agli uffici direttivi delle persone giuridiche. La normativa consente infatti al giudice di colpire non solo l’esercizio delle imprese ma anche gli uffici direttivi delle aziende coinvolte; in tal caso la gestione della Juve Stabia potrebbe essere impagnata da un diverso assetto gestionale durante la durata della misura. È una distinzione tecnica che potrebbe avere effetti concreti sul controllo della società, indipendentemente dalla titolarità delle quote.
Va subito chiarito che, almeno per il momento, la Juve Stabia non è oggetto diretto dell’inchiesta sull’ipotetico sistema di frode legato al Superbonus. Il club aveva già avuto modo di chiarire che le contestazioni riguardassero interventi risalenti al 2021-2022 e che, secondo la società, tali fatti non avrebbero influenzato l’attività sportiva. Il nodo, ora, è capire se e quanto l’ordinanza interdittiva possa incidere sulle prerogative di Guerri come presidente e proprietario della società sportiva, distinguendo tra la proprietà e l’esercizio delle funzioni manageriali.
Il quadro resta in evoluzione: la vicenda si è andata arricchendo di una dimensione patrimoniale molto pesante e di una potenziale ridefinizione della governance della Juve Stabia. L’amministrazione giudiziaria che ha preceduto l’ingresso di Guerri nel club aveva aperto una strada di ricapitalizzazione e prosecuzione dell’attività sportiva, ma la nuova interdizione richiama una riflessione seria sul peso delle decisioni societarie in presenza di un’inchiesta ancora in corso e sulle possibili ricadute sull’assetto sportivo. Resta da chiarire quale sarà l’ampiezza effettiva della misura e come verrà definita l’incidenza sulle attività del club nei prossimi mesi, in attesa delle settimane decisiva per l’ordinanza e dei relativi strumenti di impugnazione disponibili.
