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Cronaca

Forcella: arresto del boss camorrista Del Prete, trovato in un vano nascosto nell’armadio durante la perquisizione

Forcella: arresto del boss camorrista Del Prete, trovato in un vano nascosto nell’armadio durante la perquisizione

Latitante del clan Mazzarella arrestato nel cuore di Forcella: fine di una fuga durata mesi

All’alba di questa mattina Napoli celebra l’arresto di Giuseppe Del Prete, ritenuto esponente di vertice e organizzatore del clan Mazzarella. Circondato dai Carabinieri della Nucleo Operativo della Compagnia Napoli Stella, l’uomo è stato catturato dopo una latitanza protrattasi per settimane, terminata in un dettaglio che sembra quasi da film: nascosto in un vano ricavato all’interno di un armadio, protetto da un doppio fondo situato nell’abitazione della zona di Forcella.

Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la perquisizione ha fatto emergere una rete criminale articolata che operava ben oltre i confini del quartiere di riferimento.

Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica e delegate alla Squadra Mobile di Napoli hanno tracciato una mappa lucida dell’attività del sodalizio fin dal 2020. L’area geocriminale controllata dall’organizzazione comprendeva luoghi nevralgici della città, tra cui Maddalena, Tribinali, Mercato, San Gaetano e Case Nuove, dove il capo del clan avrebbe esercitato prerogative di vertice.

Del Prete, secondo l’imputazione preliminare, agiva come organizzatore, interfacciandosi direttamente con i capi del cartello e partecipando alle riunioni decisive per la spartizione delle quote e la gestione degli affari illeciti. Il quadro è completato dall’inserimento nel contesto più ampio del blocco Giuliano-Ferraiuolo-Mazzarella, un “sistema” criminale che, all’interno del clan, guidava le fasi cruciali della gestione delle attività illecite.

La svolta è arrivata grazie alle dichiarazioni del pentito Salvatore Giuliano, detto “o Russ”, che hanno dato solidità alle ipotesi accusatorie. A supporto delle ricostruzioni, un’ampia attività di intercettazione e verifica sul campo, avviata dal maggio 2021, che ha consentito di delineare con particolare dettaglio la carriera criminale di Del Prete all’interno dell’organizzazione: estorsioni sistematiche, traffico di droga locale e internazionale, e ruoli di rilievo nelle riunioni chiave del gruppo.

L’operazione odierna segna un nuovo peso negli equilibri della criminalità organizzata napoletana. È una misura adottata nel contesto della fase delle indagini preliminari, per cui restano cautelativamente i presunti trascorsi di Del Prete e di altri soggetti coinvolti, che rimangono indagati e non condannati. Per Del Prete, però, la latitanza è stata definitivamente archiviata: la via della clandestinità ha ceduto di fronte all’intervento deciso delle forze dell’ordine.

Resta da chiarire l’intero perimetro operativo della rete sotto portata giudiziaria, compresi eventuali ulteriori collegamenti e responsabilità. Gli investigatori continuano a verificare i contatti tra i vertici e le basi sul territorio, nonché la reale estensione delle attività criminali imputate al sodalizio. Nel frattempo, la Procura prosegue con gli accertamenti per definire ruoli, responsabilità e tempi della fuga, che hanno tenuto in tensione non solo Forcella ma una parte significativa della mappa criminale napoletana.

In un contesto in cui ogni dettaglio resta sotto stretto riserbo, l’arresto di Del Prete viene presentato come una tappa importante nel confronto tra lo Stato e le dinamiche della criminalità organizzata. Ma la linea dei giudizi resta sospesa in attesa di definizioni processuali: l’innocenza presunta resta il principio a guidare ogni passo del procedimento, fino a una eventuale sentenza.

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