Benevento: ex dirigente comunale torna libero dopo revoca degli arresti domiciliari
Un ex dirigente del Comune di Benevento è tornato libero dopo che il Gip Maria Amoruso ha accolto la richiesta di revoca degli arresti domiciliari presentata dalla Procura. La decisione, spiegano nelle carte, chiude una fase dell’inchiesta che da mesi tiene banco nel capoluogo sannita, offrendo alla politica locale un ulteriore appiglio per discutere di procedure e controlli all’interno della pubblica amministrazione.
Secondo l’imputazione originaria, l’ex dirigente è stato arrestato il 30 marzo con l’accusa di concussione nei confronti di un geometra, amministratore di una società di progettazione. Secondo quanto riferito agli inquirenti, avrebbe preteso settantamila euro in cambio di “sbloccare” pratiche edilizie ancora ferme, toccando così interessi economici legati a interventi urbanistici sul territorio. In concomitanza con l’arresto, l’indagine ha previsto una serie di verifiche tecniche sui passaggi amministrativi che regolano tali pratiche.
La situazione cautelare è evoluta nel tempo: Santamaria era agli arresti domiciliari dal 19 maggio, dopo avere inizialmente lasciato il carcere in seguito alla collaborazione fornita agli investigatori. Con la revoca odierna, i provvedimenti interdittivi non hanno più efficacia nei suoi confronti, e la notifica è stata recapitata ai Carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Benevento, che hanno informato direttamente l’interessato.
Nel testo del provvedimento, emerge che nel corso dei sei mesi di detenzione l’interessato ha rispettato le prescrizioni imposte e ha fornito dichiarazioni ampie in ordine ai fatti per cui si procede. A supporto di questa lettura investigativa, la pubblicazione riporta che la persona interessata ha collaborato, contribuendo a delineare il contesto e le dinamiche dell’inchiesta. Come emerge dalla ricostruzione pubblicata, la decisione di sciogliere la misura cautelare è stata assunta nel rispetto delle statuizioni normative che governano la custodia cautelare e i rapporti tra potere politico e attività professionale coinvolta.
La revoca degli arresti domiciliari non implica una dichiarazione di innocenza o una chiusura automatica del fascicolo: resta, infatti, la necessità di proseguire gli accertamenti nelle sedi competenti. L’esito della fase istruttoria, per il momento, si concentra sull’esigenza di garantire il corretto equilibrio tra tutela della presunzione di innocenza e necessità investigative, senza che la mera opposizione a misure cautelari possa essere letta come una verifica definitiva delle responsabilità.
La notizia, pur significativa dal punto di vista procedurale, rientra in un contesto in cui le inchieste su eventuali condotte improprie all’interno di slessi pubblici vengono esaminate con rigore. La Campania, e Benevento in particolare, hanno registrato numerose operazioni volte a stabilire responsabilità e a mettere in chiaro i confini tra potere e responsabilità, con una particolare attenzione al rispetto delle garanzie processuali. In questo caso, la decisione del giudice si è estrinsecata in una fase che, secondo quanto riportato dalla Procura, riflette una condotta processuale conforme alle regole vigenti e agli obblighi di chiarezza verso i cittadini.
Rimane da seguire l’evoluzione dell’inchiesta e le eventuali integrazioni probatorie che potrebbero emergere nelle prossime settimane. La Procura ha già indicato che la vicenda proseguirà nei modi previsti dall’ordinamento, mentre le parti interessate attendono ulteriori sviluppi che possano chiarire ruoli, responsabilità e dinamiche che hanno accompagnato i fatti fin qui discussi.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la revoca della misura cautelare è stata formalizzata in tempi rapidi e accompagnata dalla notificazione alle autorità competenti, che hanno informato l’interessato della nuova situazione.
