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Casapulla e Grazzanise: discarica abusiva di Eternit e 150 mc di rifiuti pericolosi, cinque denunciati

Casapulla e Grazzanise: discarica abusiva di Eternit e 150 mc di rifiuti pericolosi, cinque denunciati

Due fronti di illegalità ambientale emergono nel Casertano nel giro di poche ore: un carico di RAEE intercettato in Casapulla e un terreno agricolo sequestrato a Grazzanise, dove sono stati riscontrati rifiuti pericolosi, tra cui lastre di Eternit. L’azione delle forze dell’ordine, condotta dai Carabinieri delle stazioni di San Prisco e di Grazzanise, punta a spezzare una catena di comportamenti illegali che mettono a rischio il suolo e la salute pubblica. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, l’intervento rientra in una più ampia campagna di controlli mirati alla prevenzione e al contrasto dei reati ambientali.

In Casapulla, l’attenzione delle divise si è concentrata su piazza Falcone e Borsellino, dove un furgone Piaggio Poker è stato fermato per un controllo. A bordo c’erano due uomini di San Marcellino: un ventenne che gestisce una ditta individuale di commercio all’ingrosso di rottami e un sessantottenne che viaggiava al suo fianco. All’esame del cassone, i militari hanno trovato un consistente carico di rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE): lavatrici, caldaie, computer e forni a microonde, accompagnati da materiale metallico vario. L’esito delle verifiche ha chiarito che il trasporto si svolgeva senza le autorizzazioni previste dalla legge. Per i due è scattata la denuncia per gestione non autorizzata di rifiuti, il mezzo e il carico sono stati sequestrati e affidati a una depositeria giudiziaria. Una scena che testimonia quanto sia facile aggirare le norme in materie così delicate, dove la tracciabilità esatta dei materiali e delle operazioni resta il primo baluardo contro l’inquinamento.

Il secondo scenario, più preoccupante per le sue proporzioni, prende corpo a Grazzanise. Un fondo rustico di circa 1.915 metri quadrati situato in una delle frazioni del comune è stato posto sotto sigilli. Tre persone – residenti tra Grazzanise, San Cipriano d’Aversa e Caserta – sono state denunciate in quanto comproprietarie del terreno: hanno 46, 88 e 83 anni. Sotto la superficie del terreno bianco di impronte昨日 si è esteso un accumulo di circa 150 metri cubi di rifiuti speciali e pericolosi, tra cui calcinacci provenienti da demolizioni edilizie e, soprattutto, numerose lastre di Eternit. L’area appariva priva di impermeabilizzazione e parte dei rifiuti era interrata o esposta alle intemperie, con evidente rischio di contaminazione del suolo. L’intera porzione di terreno è stata sequestrata e affidata in custodia giudiziaria a uno degli indagati.

Le pratiche investigative proseguono: i fascicoli sono stati messi nelle mani della Magistratura per chiarire le responsabilità penali dei soggetti coinvolti e stabilire eventuali profili di colpa. Le circostanze riferite indicano una chiara violazione delle norme ambientali e una gestione illecita di materiali pericolosi, ma la prudenza resta d’obbligo fino a che non emergano elementi certi. Le operazioni dei Carabinieri proseguiranno per inquadrare con esattezza il contesto delle attività illecite e per definire i ruoli di ciascuno degli indagati.

La vicenda restituisce un quadro inquietante di come l’economia sommersa possa intersecare rischi ambientali diffusi, compresi rifiuti particolarmente nocivi. La campagna di controlli, che ha visto coinvolte diverse stazioni locali, sembra voler rafforzare la sorveglianza sui flussi di rottami e sui siti di stoccaggio, per evitare che materiali pericolosi finiscano in aree non adeguatamente attrezzate o gestite senza le opportune autorizzazioni. A tal fine, resta cruciale l’uso corretto degli strumenti giuridici e la collaborazione tra enti locali, forze dell’ordine e magistratura per assicurare che chi viola le norme risponda in sede opportuna, senza alimentare allarmismi ingiustificati ma senza trascurare la sicurezza pubblica.

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