Falso carabiniere, gioielli e fuga sull’A14: due arresti nel Maceratese per una truffa ai danni di una coppia
Due persone provenienti dalla provincia di Napoli sono state arrestate in flagranza a Civitanova Marche, accusate di aver truffato una coppia servendosi della silhouette di un falso ufficiale dell’Arma.
La dinamica emerge chiaramente da quanto ricostruito: poco prima, il marito della vittima — una donna di 61 anni — avrebbe ricevuto una telefonata da un soggetto che si è presentato come appartenente ai Carabinieri. Con un pretesto, il sedicente militare lo avrebbe convinto ad allontanarsi dall’abitazione per recarsi alla locale stazione. L’obiettivo era creare le condizioni per l’ingresso della seconda collaboratrice nel domicilio.
Così è entrata in scena la 46enne, presentatasi all’uscio come incaricata del presunto intervento dell’Arma. Secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe riuscita a convincere la coppia a consegnare diversi monili in oro, per un valore stimato intorno ai 5.000 euro.
L’allarme è scattato quando il marito ha realizzato di essere stato raggirato: ha immediatamente contattato la centrale operativa dei Carabinieri. L’operatore di servizio ha coordinato le pattuglie e predisposto un dispositivo di controllo lungo le principali vie di fuga, inclusa l’autostrada.
L’indagine ha permesso di intercettare la Fiat Panda utilizzata dai due nei pressi dello svincolo autostradale di Civitanova Marche. Il successivo controllo del veicolo e la perquisizione personale hanno consentito di recuperare l’intera refurtiva.
I due sospettati sono stati arrestati con l’accusa di truffa aggravata in concorso e accompagnati nelle camere di sicurezza della Stazione dei Carabinieri di Porto Recanati, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Per entrambi è stata fissata per oggi l’udienza di convalida: permane la presunzione di innocenza fino a diversa pronuncia.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’intera refurtiva è stata recuperata e consegnata alla legittima proprietaria. Restano in corso gli accertamenti per definire con esattezza i contorni della vicenda e l’eventuale collegamento tra i due arrestati e eventuali altre persone coinvolte.
Questa vicenda richiama l’attenzione sull’ingegnosità delle truffe telefoniche: l’allerta alle forze dell’ordine resta fondamentale, così come la prudenza nel gestire richieste insolite di intervento che arrivano dall’esterno. Le autorità ribadiscono che nessuna operazione ufficiale viene verificata senza contatti diretti con le stazioni di riferimento, e invitano a verificare sempre l’autenticità delle richieste e dei numeri di contatto.
