Settembre al Borgo Casertavecchia: Gragnaniello firma una quinta giornata intensa tra musica, territorio e riflessioni civiche
Casertavecchia, venerdì 25 settembre 2026. La quinta giornata del 54° Settembre al Borgo Fabulae si è aperta con una presenza che poco lascia all’immaginazione: Enzo Gragnaniello, voce riconosciuta della scena napoletana, ha immerso il pubblico in un live intimo ma potentemente evocativo. L’esibizione, intitolata Veleno, Mare e Ammore, ha trasformato lo spazio di fronte alla Cappella di San Rocco in una promessa di ascolto condiviso. L’ingresso era esaurito, ma la gestione dell’afflusso ha previsto che, a 15 minuti dall’orario di inizio, possano accedere gratuitamente i posti rimasti vuoti. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’organizzazione ha confermato la cornice di pubblico prevista e la possibilità di inserire qualche spettatore diagonale in extremis.
Il cuore della serata si è intrecciato con una doppia pagina di spettacolo ospitata nello stesso cartellone: Marco Travaglio ha proposto Cornuti e contenti. Ma non sarà anche colpa nostra?, monologo che affronta politiche, informazione e responsabilità civica in chiave satirica. L’incontro tra musica e parola, già anticipato come elemento centrale della serata, ha restituito un quadro di Caserta capace di guardare alla scena pubblica con sguardo critico ma costruttivo. Al termine dello spettacolo, Travaglio si è trattenuto tra il pubblico, stringendo mani e raccogliendo autografi, prolungando l’appuntamento oltre il tempo strettamente scenico.
La performance di Gragnaniello è apparsa come una summa narrativa tra suoni mediterranei e temi sociali: le sue canzoni, distillate in un impasto di scrittura autorevole e radici folk, hanno attraversato questioni di identità, emigrazione, affetti e resilienza. Dietro la sua voce, la chitarra acustica, la presenza accurata della mandola di Piero Gallo, il contrappunto al violoncello e al basso di Erasmo Petringa, la percussione serrata di Marco Caligiuri hanno disegnato un tappeto sonoro capace di accompagnare un pubblico eterogeneo. In scena, Gragnaniello ha annunciato un percorso sonoro capace di raccontare Napoli non come luogo chiuso, ma come matrice di scorribande emotive e musicali che parlano a tutti.
La rassegna non si limita al concerto. Sul palcoscenico parallelo, la programmazione del festival continua a offrire testimonianze di cultura viva: domani, sabato 26 settembre, alle 20:30 Tarantarrae celebrerà 30 anni di attività con Il soffio della Tradizione, un itinerario musicale che mette in luce canti e balli tipici della Terra di Lavoro, riavvicinando tempi antichi a linguaggi moderni. E mentre le note fanno da cornice, la mostra Le Madonne Campane tra tradizione e leggende, curata da Marialaura Balestra, resta aperta per tutta la giornata presso la Chiesa dell’Annunziata Le Sette Sorelle. Per le famiglie, è attivo il baby parking gratuito di Winnie Land dalle 19:00 fino al termine degli eventi serali, un dettaglio che testimonia l’impegno del festival per una fruizione accessibile a pubblico di tutte le età.
Il festival Settembre al Borgo continuerà a intrecciare musica, territorio e contaminazioni artistiche grazie a una rete di partner e finanziamenti mirati. L’iniziativa è sostenuta dalla Regione Campania tramite l’Accordo Regionale per la Coesione, ed è organizzata dal Comune di Caserta e realizzata dalla Fabbrica Audiovisiva Napoletana s.r.l. La comunicazione è affidata a Oga Communication s.r.l. Opera come partner la Pro Loco Casertantica e la Pro Loco Casali del Carolino; l’auto ufficiale è fornita da Funari. Un intreccio che, oltre al divertimento, sembra puntare su una reale funzione sociale e culturale del festival nel contesto casertano.
In scena, una prova concreta di come Settembre al Borgo voglia restare un laboratorio di connessioni tra musica, dialogo pubblico e patrimonio locale. Il racconto di Caserta non è solo sulle note di Gragnaniello o sulle battute di Travaglio, ma su come un festival possa trasformare uno spazio storico in luogo di scambio, confronto e memoria condivisa. E, come spesso accade in questa cornice, la domanda che resta è cosa accadrà domani, quando Tarantarrae salirà sul palco per celebrare tre decenni di radici popolari rinate in chiave contemporanea.
