Una giornata di fuoco nella Casa Circondariale di Avellino ha visto un detenuto della sezione comune scatenare una doppia emergenza: prima un’aggressione contro un ispettore della Sorveglianza Generale, poi un incendio di modesta entità in cella che ha costretto gli operatori a mossi interventi ad alto rischio. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la situazione è stata tenuta sotto controllo grazie all’intervento rapido degli uomini della Penitenziaria.
Secondo una prima ricostruzione, l’episodio è scaturito quando il detenuto, durante le procedure di controllo, ha reagito con violenza contro l’ispettore in servizio presso la Sorveglianza Generale, afferrando e scagliando una pesante scrivania contro di lui. L’impatto ha richiesto l’intervento del personale sanitario: l’ispettore è rimasto ferito e sono stati danneggiati arredi e suppellettili nell’area interessata.
Nel pomeriggio la tensione non si è placata: lo stesso detenuto si è barricata nuovamente nella sua camera detentiva, proseguendo nella distruzione degli oggetti presenti e incendiando un principio d’incendio. Il denso fumo sprigionato all’interno dei locali ha reso l’aria irrespirabile e ha reso l’intervento estremamente delicato per gli qualificati dei reparti di manovra, che hanno operato per contenere la situazione senza che si verificassero ferite gravi tra gli altri detenuti o tra il personale.
Solo la prontezza e il coraggio degli agenti della Polizia Penitenziaria hanno evitato che la situazione degenerasse in un diverso sbocco di violenza. L’episodio ha immediatamente mobilitato i rappresentanti dei lavoratori: la UIL FP Polizia Penitenziaria di Avellino, per voce del responsabile Raffaele Troise, ha espresso solidarietà all’ispettore ferito e un encomio agli agenti intervenuti. «Non possiamo considerare normale che un operatore venga colpito durante il servizio e che, poche ore dopo, si debba intervenire per un principio d’incendio», ha detto Troise. «Il coraggio e la professionalità dei singoli non possono essere l’unico argine contro la deriva della sicurezza. Servono organici adeguati, strumenti operativi e organizzazione».
La sindacale ha aggiunto che la richiesta all’Amministrazione penitenziaria è netta: basta con la solidarietà di facciata, servono risposte concrete e immediate per tutelare l’incolumità di chi indossa la divisa. L’istituto carcerario, in condizioni di sicurezza, continuerà a monitorare la situazione e gli accertamenti sono in corso per definire esattamente la dinamica e le responsabilità.
