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Benevento, 17 indagati nell’inchiesta su appalti e urbanistica: EPPO in campo per le verifiche

Benevento, 17 indagati nell’inchiesta su appalti e urbanistica: EPPO in campo per le verifiche

Corruzione e appalti a Benevento: 17 indagati, nuove perquisizioni allargano l’inchiesta

Si allarga l’inchiesta della Procura di Benevento nata dall’arresto, avvenuto in flagranza, dell’ex capo di Gabinetto del Comune, Gennaro Santamaria. Questa mattina i carabinieri del Nucleo Investigativo hanno compiuto una tornata di perquisizioni e sequestri che coinvolge 17 persone indagate a vario titolo nell’ambito di un quadro accusatorio molto ampio, che comprende reati di corruzione, induzione indebita, ricettazione e finanziamento illecito ai partiti.

Nel mirino degli inquirenti si sia indirizzato un capitolo significativo all’interno dell’Amministrazione comunale di Benevento: quattro dirigenti e funzionari, più un ex dirigente della Regione Campania, sette imprenditori, quattro tecnici e due amministratori di enti locali della provincia. La somma inizialmente associata all’arresto di Santamaria si è rivelata, stando agli elementi fin qui acquisiti, solo una prima tranche di un contesto molto più articolato. L’indagine è partita dall’arresto dell’allora dirigente, sorpreso con una banconota da 4 mila euro in contanti che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe rappresentato una prima parte di una richiesta estesa a un imprenditore in relazione allo sblocco di pratiche amministrative.

Secondo quanto riferito, Santamaria avrebbe fornito nelle successive verifiche una serie di dichiarazioni ritenute di particolare rilievo dall’autorità giudiziaria, dando avvio a una fase di estensione degli accertamenti su numerose pratiche dell’Ufficio urbanistico del Comune di Benevento e su incarichi legati alla verifica di progettazione e all’esecuzione di opere pubbliche. Accertamenti hanno interessato anche concorsi pubblici per l’assunzione di personale e procedure di co-progettazione nel settore dei servizi alla persona. L’amplificazione del fascicolo ha quindi spinto gli investigatori a verificare una rete di rapporti tra amministratori, tecnici, dirigenti e imprenditori potenzialmente condizionante per l’iter delle procedure pubbliche.

L’inchiesta non si è limitata al capoluogo sannita: sono state esaminate procedure relative a interventi di risanamento del dissesto idrogeologico nei Comuni di Ponte, Frasso Telesino, San Giorgio la Molara e Pietraroja, nonché presso l’Ente Parco del Taburno. Per tali aspetti, i carabinieri hanno eseguito ulteriori decreti di perquisizione e sequestro, nell’ambito di un quadro investigativo che vede una stretta dialettica tra i 17 indagati e le varie articolazioni locali coinvolte. Come sottolineato dagli uffici di Procura, l’esame di questi atti potrebbe ricondurre a una dimensione sovralocale dell’indagine, con eventuali rimandi alle competenze della Procura Europea.

Parallelamente agli atti d’indagine, la Procura di Benevento ha avviato la procedura per l’incidente probatorio finalizzato all’esame delle dichiarazioni rese dall’ex dirigente. Si tratta di un passaggio che, se confermato, potrebbe assumere rilievo decisivo nell’evoluzione dell’intero procedimento.

L’inchiesta resta quindi in fase di sviluppo, e dovrà chiarire la natura dei rapporti tra i vari soggetti coinvolti, nonché l’eventualità di un sistema di condizionamento delle procedure pubbliche. Le contestazioni saranno verificabili nelle fasi successive e nelle sedi processuali competenti.

Secondo le informazioni disponibili e riportate da www.cronachedellacampania.it, l’indagine continua a intrecciare responsabilità pubbliche, interessi privati e pratiche amministrative, in un contesto che richiede una verifica approfondita delle dinamiche tra enti locali, progettisti e imprenditori.

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