Oltre il muro del carcere di Ariano Irpino: smantellata una rete di spaccio e telecomunicazioni, due indagati ai domiciliari
Un’operazione delle Fiamme Gialle di Avellino ha aperto una finestra su una dinamica di illegalità intrecciata con la gestione interna di una casa circondariale: l’indagine ha portato all’emissione di due ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari a carico di altrettante persone, ritenute responsabili di traffico di sostanze stupefacenti e di accesso indebito a dispositivi di comunicazione destinati ai detenuti. Il blitz è maturato a partire dal ritrovamento di un sacco nero, lanciato oltre la recinzione dell’istituto di Ariano Irpino, e ha consentito di ricostruire una filiera complessa che mette in luce la difficoltà di tenere separate le attività criminali dall’assetto penitenziario.
All’interno del contenitore recuperato dalla vigilanza è stato rinvenuto un autentico “kit da spaccio e comunicazione”: 561 grammi di hashish, oltre 18 grammi di cocaina e sette telefoni cellulari funzionanti, accompagnati da tutti gli accessori necessari. La quantità di droga e la presenza di strumenti di collegamento con l’esterno hanno subito orientato le indagini verso una rete ben strutturata, capace di garantire rifornimenti e contatti all’interno del carcere.
Le informazioni disponibili raccontano di un lavoro investigativo lungo e articolato: i militari hanno incrociato i fotogrammi delle videosorveglianze autostradali, le immagini delle stazioni di servizio lungo il tragitto e i flussi registrati dalla stessa struttura penitenziaria. Il tassello decisivo, però, è arrivato dall’agenzia di autonoleggio che aveva fornito il veicolo utilizzato per il lancio oltre il muro. Grazie ai tracciamenti satellitari del mezzo, affiancati da intercettazioni telefoniche e da perizie tecnico-scientifiche sullo stupefacente, gli investigatori hanno potuto consolidare il quadro probatorio e circoscrivere i potenziali responsabili.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la complessità dell’indagine è stata caratterizzata dall’analisi incrociata di elementi tecnologici e logistici: la danza tra telecamere stradali, riferimenti al mezzo utilizzato e il collegamento con l’istituto ha permesso di inferire con maggiore concretezza una dinamica che vedeva l’accesso non autorizzato a strumenti di comunicazione destinati ai detenuti come un tassello essenziale della catena. L’autorità giudiziaria competente, il gip del Tribunale di Benevento su richiesta della Procura della Repubblica di Benevento, ha firmato le misure cautelari nei confronti di due indagati, interrompendo una parte della filiera criminale e aprendo a eventuali sviluppi investigativi.
L’episodio evidenzia una realtà territoriale complessa, inserita nel contesto della Campania: Ariano Irpino, in provincia di Avellino, finisce al centro di una operazione che mette in luce quanto sia cruciale il ruolo delle forze dell’ordine nel contrasto al traffico di droga e all’abuso di strumenti di comunicazione all’interno delle strutture penitenziarie. Le modalità investigative mostrano come l’azione coordinata tra analisi di videosorveglianza, monitoraggio di veicoli e intercettazioni possa tradursi in un quadro probatorio robusto, capace di tradursi in misure cautelari nei confronti di chi avrebbe mediato o gestito la rete dall’esterno.
Restano da chiarire eventuali collegamenti con altre fasce criminali e l’eventuale estensione della rete investigativa: l’indagine continua per accertare ruoli, responsabilità e eventuali contatti con altri soggetti, nonché per verificare se la filiera possa aver trovato riscontri in altre realtà territoriali. Se da un lato la coltivazione di tali illeciti è stata temporaneamente contenuta, dall’altro lato l’operazione resta un monito sull’efficacia delle indagini nel presidiare la sicurezza delle strutture detentive e nel interrompere dinamiche illegali che rischiano di compromettere l’ordine pubblico.
Fonte: cronachedellacampania.it
