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Torre Annunziata, il tribunale stabilisce scadenze per il suicidio assistito di una paziente con Sla: attesa per il rispetto del diritto alla dignità.

Di Redazione13 Agosto 2026 - 15:5932 secondi fa 2 min di lettura
Torre Annunziata, il tribunale stabilisce scadenze per il suicidio assistito di una paziente con Sla: attesa per il rispetto del diritto alla dignità.

Suicidio assistito: il Tribunale di Torre Annunziata fissa scadenze per una donna con SLA

Il Tribunale di Torre Annunziata ha preso una posizione decisiva sulla delicata questione del suicidio assistito, ordinando alle aziende sanitarie di garantire, senza ulteriori ritardi, l’accesso a questo intervento per una donna affetta da sclerosi laterale amiotrofica (SLA). La decisione, presa dopo un ricorso presentato dall’avvocata Filomena Gallo e sostenuta dall’Associazione Luca Coscioni, segna una tappa significativa in un dibattito etico e giuridico che coinvolge i diritti dei pazienti terminali.

Nel corso dell’udienza, la paziente ha potuto esprimere la propria volontà attraverso un innovativo puntatore oculare, evidenziando l’urgenza della sua richiesta. Il tribunale ha chiaramente affermato che l’indeterminatezza nelle tempistiche per la somministrazione del suicidio assistito avrebbe potuto ledere i diritti della donna, specialmente considerando il carattere degenerativo e irreversibile della sua malattia.

L’ordinanza prevede scadenze precise: la Usl Toscana Nord Ovest è tenuta a fornire, entro sette giorni lavorativi dal 29 agosto, il dispositivo per l’autosomministrazione richiesto, già impiegato in un caso precedente. I costi di questo intervento saranno totalmente a carico dell’azienda sanitaria. Inoltre, il tribunale ha convocato un’ulteriore udienza per il 24 settembre 2026, per verificare che il provvedimento venga effettivamente attuato.

Secondo l’avvocata Gallo, questa decisione rappresenta un passo fondamentale per garantire il riconoscimento dei diritti della paziente, trasformando requisiti legittimi in obblighi concreti e scadenze ferme. Gli ostacoli burocratici che hanno finora ostacolato l’implementazione di questo diritto sono stati sottolineati come inaccettabili, ribadendo l’importanza che la volontà e la dignità della donna siano rispettate.

La sentenza del tribunale si inserisce in un contesto più ampio riguardo ai diritti delle persone affette da malattie terminali, mettendo in evidenza la necessità di un approccio più umano e tempestivo riguardo alla richiesta di suicidio assistito. La speranza espressa è che le disposizioni vengano seguite scrupolosamente, affinché la paziente possa esercitare una scelta già sancita dal diritto, senza ulteriori indugi.