Il futuro di Rovigliano: allerta per la vendita dell’isolotto simbolo
La vendita dello scoglio di Rovigliano, noto anche come “Petra Herculis”, ha sollevato un campanello d’allarme tra i politici campani, che stanno chiedendo un intervento urgente del Ministero della Cultura. Questo isolotto, che svetta nel Golfo di Napoli e possiede un significato storico come monumento nazionale, è in vendita con trattative che potrebbero portarlo in mani private.
La questione è esplosa quando nel giugno 2026 è stata ufficializzata la messa in vendita dell’isolotto, con i proprietari che hanno dato incarico a un’agenzia immobiliare di gestire le negoziazioni. Con valutazioni tra uno e due milioni di euro, il bene ha già suscitato l’interesse di investitori esteri e catene alberghiere, con sei potenziali acquirenti già in corsa. Gli sviluppi in questa vicenda potrebbero emergere già a settembre, alimentando ulteriormente il dibattito sulla destinazione futura del sito.
Il senatore del Movimento 5 Stelle, Orfeo Mazzella, ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Mazzella chiede se il Ministero sia a conoscenza delle trattative in corso e se sia stata effettuata la necessaria denuncia di trasferimento, come previsto dal Codice dei beni culturali. Se non vi fossero riscontri, il parlamentare richiede un’accelerazione della procedura di prelazione pubblica, un modo per garantire che il patrimonio venga conservato e valorizzato.
Lo scoglio di Rovigliano, dichiarato monumento nazionale dal 1925, si trova attualmente in uno stato di grave degrado, complicato dalla complessità della sua proprietà, frazionata tra ben 23 eredi. Questo scenario ha ostacolato finora una qualunque iniziativa per il suo recupero. Mazzella sottolinea che tale inerzia giustificherebbe l’adozione di misure straordinarie da parte della Soprintendenza.
In questo contesto, è emersa un’idea: trasformare Rovigliano in un polo di archeologia marina in connessione con il Parco archeologico di Pompei. L’interrogazione si fa eco dell’opportunità di attivare fondi pubblici, inclusi quelli previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per garantire un futuro sostenibile e accessibile a un patrimonio di grandissimo valore. L’obiettivo finale è la creazione di un tavolo interistituzionale con la partecipazione del Ministero, della Regione Campania, dei comuni coinvolti e delle vari Soprintendenze, per sviluppare un progetto che possa riscattare e valorizzare questo pezzo della storia campana.