Il lungomare di Napoli si prepara alla Coppa America e il Comune ha chiesto la rimozione dei chioschi chiusi, scatenando tensione tra amministrazione e gestori stagionali. Le ordinanze comunali, motivate dalla necessità di liberare spazi per allestimenti, transenne e aree tecniche, impongono tempi ristretti che molti operatori definiscono insostenibili.
Dietro l’apparente ordine logistico c’è un problema concreto: per i titolari dei chioschi la stagione estiva rappresenta il cuore del fatturato. Molti hanno già investito in personale e forniture; ora si trovano a dover smontare strutture, trovare magazzino e affrontare costi imprevedibili per un provvedimento che, dicono, penalizza attività stagionali senza misure di compensazione. “Per settimane abbiamo lavorato a conti sottili”, spiegano alcuni gestori contattati, che lamentano anche la difficoltà di rispettare le scadenze imposte dalle ordinanze.
Il Comune, nella comunicazione ufficiale, giustifica la decisione con le esigenze organizzative dell’evento internazionale: garantire percorsi di sicurezza, aree per le delegazioni e spazi per la platea e gli sponsor richiede porre il lungomare libero da strutture fisse o anche semipermanenti. È un’operazione che coinvolge più uffici comunali e richiederà l’intervento di polizia municipale e servizi tecnici per verificare il rispetto delle disposizioni.
La questione però non è solo tecnica: tocca equilibri economici e sociali della fascia costiera. I chioschi stagionali sono spesso affidati a famiglie o piccole imprese locali; la rimozione coatta in alta stagione rischia di generare perdita di reddito per settimane e complicazioni nei rapporti coi lavoratori. Diversi gestori chiedono tempi più lunghi per lo smontaggio e la possibilità di soluzioni temporanee per continuare a lavorare fino a un termine concordato, oltre a misure di ristoro o tutele per i dipendenti.
La partita ora si svolge sulla doppia linea: da un lato la calendarizzazione degli allestimenti per la Coppa America, dall’altro la richiesta di dialogo e garanzie economiche da parte degli operatori. Nei prossimi giorni si attendono ispezioni e controlli, mentre alcuni gestori annunciano che valuteranno ricorsi amministrativi. Resta aperto il nodo politico: con un evento internazionale in arrivo, il Comune dovrà conciliare logistica e immagine con la tutela delle attività locali che animano il lungomare.