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Indonesia, il terremoto che suona il campanello d’allarme per lo sport a Napoli

La scossa di magnitudo 5.6 in Indonesia offre uno spunto secco: Napoli non può rimandare controlli tecnici e piani d'emergenza per gli impianti sportivi. Il campionato, le manifestazioni e i tifosi chiedono risposte preventive.

Di Nina Chirico17 Agosto 2026 - 04:2626 minuti fa 2 min di lettura
Indonesia, il terremoto che suona il campanello d’allarme per lo sport a Napoli

La scossa di magnitudo 5.6 che ha colpito l’Indonesia è lontana ma parla anche a Napoli: obbliga a guardare ai nostri impianti sportivi con occhi diversi. Non come atto di terrorismo psicologico, ma come promemoria concreto: prima che la stagione calcistica e gli eventi riprendano a pieno ritmo è tempo di verifiche tecniche e piani d’emergenza aggiornati.

Parliamo di luoghi che ogni settimana raccolgono migliaia di persone: lo Stadio Diego Armando Maradona a Fuorigrotta, i palazzetti cittadini, le piscine e le palestre scolastiche che fungono da poli di aggregazione. Molte di queste strutture hanno decenni sulle spalle e, tra vincoli di bilancio e turni di manutenzione differiti, rischiano di essere più vulnerabili di quanto vorremmo ammettere. È un fatto amministrativo, non un’accusa: la prevenzione costa meno delle emergenze.

Chi ha responsabilità istituzionali — Comune, Prefettura, Questura, protezione civile regionale e municipale — ha strumenti e doveri per imporre controlli periodici e sopralluoghi tecnici. Sul piano operativo questo significa chiedere alle direzioni tecniche degli impianti documenti aggiornati, verifiche strutturali e prove di evacuazione con il coinvolgimento delle forze dell’ordine e dei volontari della protezione civile. Per gli istituti scolastici, dove la palestra è anche luogo di lezione, serve che il dirigente e il Comune possano certificare lo stato dell’edificio prima che la stagione sportiva piena ricominci.

I tifosi napoletani sanno bene cosa significhi affollare un impianto: coda ai tornelli, colori, adrenalina. Ma la passione non esclude la prudenza. Sul fronte dell’ordine pubblico la Questura coordina mondo sportivo e sicurezza: è il momento di integrare quei piani con scenari sismici plausibili e procedure chiare per la gestione immediata di una scossa durante una manifestazione. Molti interrogativi organizzativi si risolvono con sopralluoghi e simulazioni, non con veri e propri proclami.

Se la notizia arriva da lontano, la risposta deve restare qui. Napoli ha interesse che lo sport resti sicuro e popolare: amministrazioni locali, gestori e società sportive hanno l’opportunità — e la responsabilità — di trasformare un episodio estero in una leva di prevenzione locale. In fondo, prevenire significa proteggere spettatori, atleti e comunità: il vero stadio di una città è anche la sua capacità di prendersi cura degli spazi che la tengono viva.