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Crisi del personale penitenziario a Secondigliano: aggredito un ispettore durante un episodio di violenza in carcere

Di Redazione11 Agosto 2026 - 14:3914 ore fa 2 min di lettura
Crisi del personale penitenziario a Secondigliano: aggredito un ispettore durante un episodio di violenza in carcere

Emergenza nella sicurezza penitenziaria: Secondigliano a rischio

La situazione nel carcere di Secondigliano, già critica, si aggrava ulteriormente dopo l’aggressione di un ispettore di polizia penitenziaria avvenuta oggi per mano di un detenuto noto per la sua pericolosità. Questo episodio è solo l’ultimo di una serie di atti violenti che stanno interessando l’istituto, il quale accoglie un numero sempre crescente di detenuti provenienti da altre strutture penitenziarie.

La problematica, come evidenziato dal segretario regionale dell’OSAPP, Vincenzo Palmieri, è accentuata dalla decisione del Prap di Napoli di centralizzare i detenuti più problematici a Secondigliano, senza un’adeguata distribuzione su altre carceri. Questa manovra ha suscitato forti preoccupazioni tra gli operatori del settore, rimarcando come l’attuale politica penitenziaria stia aumentando le tensioni interne e mettendo in pericolo la sicurezza del personale e delle attività trattamentali.

Il sovraffollamento all’interno della struttura aggrava ulteriormente il quadro. Con oltre 1500 detenuti contro un personale di polizia penitenziaria che non supera le 700 unità, la gestione quotidiana diventa sempre più complessa. Questa disparità tra detenuti e agenti contribuisce a un clima di alta tensione, rendendo difficile mantenere l’ordine e garantire un’adeguata sicurezza.

In risposta a questa emergenza, il sindacato OSAPP ha avviato una mobilitazione per richiedere una redistribuzione equilibrata dei detenuti. L’obiettivo è trasferire almeno la metà dei soggetti più problematici in strutture più adeguate, sia all’interno che all’esterno della regione, una misura che potrebbe alleviare le attuali criticità.

Palmieri ha infine espresso solidarietà all’ispettore aggredito, sottolineando l’urgenza di interventi che garantiscano la sicurezza degli operatori penitenziari e le condizioni di detenzione dignitose. La prospettiva di un futuro migliore nel sistema penitenziario italiano appare quindi in forte discussione, mentre emergerà una necessità di riforma radicale per affrontare una problematica che non sembra destinata a risolversi nel breve termine.