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Casoria, clan locali in guerra su TikTok: l’uso dei social media come arma di propaganda criminalex

Di Redazione12 Agosto 2026 - 22:2033 secondi fa 3 min di lettura
Casoria, clan locali in guerra su TikTok: l’uso dei social media come arma di propaganda criminalex

Casoria: il conflitto tra clan si trasforma in guerra digitale

La criminalità organizzata di Casoria non si limita più a comportamenti illeciti su strada, ma trova nuova espressione sui social. Negli ultimi tempi, TikTok si è trasformato in un palcoscenico per le risse tra clan, con sfide pubbliche tra le fazioni dei Maugeri e dei Franzese che spostano il conflitto dall’asfalto al mondo virtuale.

I profili social dei vari esponenti criminali, da semplici cittadini a boss affermati, mostrano video e fotografie ritoccate artisticamente, utilizzando colonne sonore di pellicole sulla mafia. Queste pubblicazioni non sono semplici ostentazioni di ricchezza, ma vere e proprie dichiarazioni di guerra. Le immagini di individui membri di clan rivali vengono montate in video, spesso corredate da brani musicali espressivi di minacce e provocazioni, il che tende a ridurre a niente il confine tra il virtuale e il reale, avvalorando il clima di pericolo che già aleggia sul territorio.

L’avvicendamento di poteri criminali a Casoria ha radici ben più profonde. La faida attuale, tra Mauro ‘Maruzziello’ Franzese e Roberto Maugeri, ha visto intensificarsi la tensione a seguito degli arresti recenti, tra cui quello di Vincenzo ‘Vincenzino’ De Rosa, accusato di aver tentato di uccidere Salvatore Barbato, un noto ras dei Franzese. Quest’ultimo, insieme ad altri membri del clan, si è ritrovato ferito a causa di un raid armato, amplificando la spirale di violenza.

A rivelare dettagli sui cambiamenti di leadership all’interno dei clan, è stato il collaboratore di giustizia Giovanni Barra, il quale ha messo in luce come, dopo l’arresto di Giovanni Baratto, Maugeri e De Rosa abbiano ricomposto il potere, mantenendo legami con gruppi operanti anche in territori di Afragola e Caivano. Sebbene i clan sembrassero alleati, l’equilibrio risultava precario e pronto a sfociare nuovamente in conflitti aperti.

Oltre alle vendette e ai tentativi di ogni fazione di prevalere sull’altra, ci sono anche altre dinamiche che coinvolgono l’economia locale. Quanto emerso recentemente ha riguardato assunzioni clandestine all’interno della cooperativa addetta allo spazzamento comunale, dalla quale sarebbero emersi legami tra criminalità e lavoro. Alcuni dei dipendenti, infatti, sarebbero coinvolti in attività illecite parallelamente al lavoro ufficiale.

Le autorità, consapevoli della mutata natura del conflitto, stanno intensificando i controlli non solo sul territorio, ma anche online. L’intelligence digitale permette di seguire questi contatti, analizzando i linguaggi cifrati e le infrastrutture sociali dei diversi clan. I tag geografici e i profili incrociati sui social offrono una mappatura più chiara delle alleanze e dei dissidi, ma l’incertezza rimane alta.

A Casoria, quindi, il panorama della criminalità organizzata si evolve ulteriormente, portando la guerra tra clan non solo nelle strade, ma anche nei meandri digitali, minando così non solo la sicurezza ma anche l’identità sociale di una comunità.