In queste ore, il Presidio Ospedaliero “San Paolo” di Fuorigrotta vive un momento di tensione che va al di là della normale attività ospedaliera. La recente scossa di terremoto di magnitudo 4.7, la più forte dall’inizio della crisi bradisismica ai Campi Flegrei, ha sollevato un’ondata di preoccupazione tra il personale sanitario e i pazienti. Nonostante la struttura sia rimasta integra e operativa, la pressione psicologica sui lavoratori è alle stelle, aumentando il timore di dover gestire con urgenza un’evacuazione dei degenti.
Le organizzazioni sindacali CSA e Nursing Up, a fronte di tale situazione, si sono fatte portavoce delle ansie e delle necessità del personale. In una nota inviata ai dirigenti dell’ASL Napoli 1 Centro, hanno richiesto un intervento immediato per garantire la sicurezza dei lavoratori e dei pazienti. “È fondamentale attenzionare i pazienti più vulnerabili, come quelli post-operati e non autosufficienti, per evitare situazioni di emergenza” ha affermato un rappresentante sindacale.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la nota chiede anche l’attivazione di un piano straordinario in risposta alle criticità. Tra le richieste, lo scorrimento delle graduatorie per l’immediata assunzione di almeno 15 infermieri e 15 operatori socio-sanitari. Queste nuove risorse avrebbero il compito di potenziare l’assistenza ordinaria e formare un team dedicato alla movimentazione rapida dei degenti in caso di necessità.
Un altro aspetto cruciale riguarda le dimissioni dei pazienti. I sindacati propongono di attivare una corsia preferenziale per chi è clinicamente stabilizzato, permettendo così di alleviare la pressione sui reparti e ridurre il numero di degenti a rischio. Questo approccio, se ben gestito, potrebbe fare la differenza nella sicurezza dell’ospedale.
Ma non finisce qui. Le sigle sindacali chiedono anche attenzione per il benessere emotivo degli operatori. “È essenziale riconoscere l’eccezionale stress a cui sono sottoposti i lavoratori” si legge nel documento, proponendo l’istituzione di un progetto economico incentivante per venire incontro a queste esigenze. Un segnale di attenzione verso chi quotidianamente si spende per la salute dei cittadini, specialmente in un contesto così delicato.
Infine, la sicurezza strutturale gioca un ruolo fondamentale. Con cantieri aperti sia dentro che fuori la struttura, la mancanza di vie di fuga adeguate diventa una preoccupazione primaria in caso di emergenza. Per questo, CSA e Nursing Up hanno sollecitato la realizzazione immediata di una scala di evacuazione esterna e una rapida conclusione dei lavori in corso.
La comunicazione tra le organizzazioni sindacali e la direzione strategica dell’ASL è ora fondamentale. I cittadini e le famiglie che si rivolgono all’ospedale si aspettano risposte chiare, un piano d’azione concreto e una rinnovata attenzione verso le loro necessità. Per molti, vivere vicino a una struttura sanitaria significa non solo sapere di avere accesso a cure di qualità, ma anche sentirsi al sicuro in caso di eventi imprevedibili.
La domanda ora è: quali passi saranno mossi per assicurare la sicurezza di tutti coloro che attraversano le porte dell’ospedale “San Paolo”? L’attenzione è alta e la comunità aspetta risposte, non solo parole.