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Castellammare in mano ai clan: la giunta Vicinanza di fronte all’agenzia delle cosche

Di Redazione22 Luglio 2026 - 17:231 ora fa 3 min di lettura
Castellammare in mano ai clan: la giunta Vicinanza di fronte all’agenzia delle cosche

Castellammare di Stabia: La città soffocata dalla camorra, chiesto lo scioglimento del consiglio comunale

A Castellammare di Stabia, una profonda inquietudine aleggia tra i cittadini e le istituzioni. La promessa di un’amministrazione che voleva gettare un ponte verso una nuova era, lontana dall’ombra della camorra, è svanita nel nulla. Domande inquietanti si affollano: come è stato possibile che, a solo un anno dall’insediamento, l’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza sia naufragata in una rete di condizionamenti criminali?

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, una Relazione Finale d’Indagine redatta nel gennaio 2026 ha svelato la drammatica realtà della città. La Commissione d’Accesso ha documentato in quasi quattrocento pagine un vero e proprio fallimento nel tentativo di ripristinare la legalità, rivelando un tessuto amministrativo permeato da legami con i clan mafiosi storici, come i D’Alessandro e i Cesarano.

Quando nel giugno 2024, Vicinanza ha spiegato le vele promettendo “tolleranza zero” nei confronti della criminalità, molti cittadini hanno accolto con entusiasmo la sua elezione. Dopo un periodo di commissariamento straordinario, la speranza era che fosse arrivato il momento di un autentico cambio di passo. Eppure, il sogno si è rivelato ben presto un’involuzione, con i clan che hanno continuato a esercitare un’influenza pesante sulla vita politica ed economica.

Colpite dalla commissione, le elezioni civiche, inizialmente viste come un’opportunità di rinnovamento, si sono rivelate un’illusione. Le liste civiche, maschera di una facciata apparentemente pulita, nascondevano al loro interno esponenti con legami inquietanti con la criminalità. In particolare, la relazione mette in luce la straordinaria concentrazione di voti in determinate sezioni, un chiaro segno di come i clan abbiano tessuto un reticolo di consensi che ha inciso sulla vita quotidiana dei cittadini. Il fatto che il 57,3% dei voti di un consigliere provenga da sole cinque sezioni elettorali è solo uno dei molti indizi di questo allarmante fenomeno.

Ma la questione va oltre i dati elettorali. Le intercettazioni parlano chiaro, svelando un clima di complicità tra la politica e la malavita. Un ex consigliere, coinvolto in una conversazione compromettente con un noto esponente del clan D’Alessandro, è stato descritto come “uno di famiglia”, pronto a piegarsi ai voleri dei criminali. Una situazione che non può non preoccupare i cittadini, già provati da ben altri problemi.

È evidente che il sistema burocratico ha mostrato crepe preoccupanti. La facilità con cui documenti e pratiche venivano manomessi o gestiti da figure con evidenti legami con i clan è rappresentativa di un’indifferenza nei confronti della legalità. Persino il geometra indicato dai collaboratori di giustizia come “a disposizione” del clan ha potuto operare indisturbato prima di essere arrestato.

Sotto i riflettori è finita anche la S.S. Juve Stabia. Gli strascichi delle ingerenze mafiose non risparmiano nemmeno i simboli della città, con il clan D’Alessandro che ha esteso la sua ombra sulla squadra di calcio locale. Gli accertamenti hanno rivelato un condizionamento nei settori strategici della sicurezza e delle scelte commerciali del club, gettando un’ombra su una delle passioni più ferventi della città.

In un contesto simile, le dimissioni a catena da parte di esponenti della maggioranza, fino al passo indietro del giornalista Sandro Ruotolo, hanno reso ineluttabile la crisi di un’amministrazione incapace di opporsi al crimine organizzato. La diagnosi finale della Commissione è impietosa: Castellammare, priva di “anticorpi interni”, è in grave pericolo.

La decisione di sciogliere il consiglio comunale e di inviare una Commissione Straordinaria è stata un atto necessario, ma ora la domanda sembra essere: come uscire da questo labirinto oscuro? I cittadini meritano risposte chiare e azioni concrete. La speranza di liberarli dall’oppressione camorristica si fa sempre più urgente, e il dibattito su come affrontare questa sfida è appena iniziato.

Cosa sapere

Punti chiave sulla situazione a Castellammare di Stabia

Ecco una sintesi dei principali aspetti emersi dalla crisi amministrativa di Castellammare di Stabia.

  • Amministrazione in crisi: La giunta guidata da Luigi Vicinanza ha mostrato segnali di infiltrazione mafiosa a solo un anno dall'insediamento.
  • Relazione della Commissione: Una relazione di quasi 400 pagine ha documentato legami tra politica e clan mafiosi, evidenziando un fallimento nel ripristino della legalità.
  • Condizionamento elettorale: Il 57,3% dei voti di un consigliere proviene da sole cinque sezioni, segno di un'influenza mafiosa sulla vita politica.
  • Infiltrazioni nel calcio: Il clan D'Alessandro ha esteso la sua influenza anche sulla S.S. Juve Stabia, compromettendo la sicurezza e le scelte commerciali del club.
  • Necessità di intervento: La decisione di sciogliere il consiglio comunale e inviare una Commissione Straordinaria è stata ritenuta necessaria per affrontare la crisi.