Succede a Bacoli, e non è solo una questione di sabbia e mare. Qui i cittadini hanno detto basta! Dopo una battaglia lunga e tesa contro i lidi privati che minacciavano di impossessarsi delle spiagge, la comunità ha finalmente trionfato. Il motto dei bagnanti di Miliscola? “Noi orgogliosamente pezzenti”. Un’affermazione che ha scosso il sistema, in un contesto dove il costo di una giornata al mare può arrivare fino a 50 euro per lettini e ombrelloni.
Ma che vuol dire essere “pezzenti”? Un termine che in questa battaglia è diventato simbolo di resistenza. In tanti, dagli studenti alle famiglie, si sono riuniti per festeggiare questo piccolo-grande successo. È proprio qui, dove il lido privato si separa dalla spiaggia pubblica, che si accede gratuitamente. “Basta portarsi tutto da casa!”, garriscono i bagnanti, mentre altrettanti si domandano come mai il mare debba essere a pagamento.
Secondo quanto riportato da Repubblica, il sindaco di Bacoli ha sostenuto i cittadini in questa battaglia, amando alla fine “i pezzenti”. Ma non è tutto rose e fiori: questa vittoria solleva anche interrogativi sul futuro del turismo nella zona, un turismo che deve essere sostenibile e accessibile a tutti.
La lotta per le spiagge libere a Bacoli
Negli ultimi anni, Bacoli ha visto un aumento della pressione da parte degli stabilimenti balneari, i quali tentano di espandere le loro concessioni. Per lungo tempo, i cittadini hanno lottato per salvaguardare l’accesso alle spiagge libere, un diritto fondamentale che sembrava in pericolo. Ogni estate, famiglie e giovani si riunivano per protestare contro l’ingiustizia di pagare per godere del mare.
Ma perché è così importante questa vittoria? Le spiagge libere non solo rappresentano un diritto per i cittadini, ma anche un modo per preservare l’ambiente e la cultura locale. Tagliare fuori le persone da queste risorse porta ad un turismo elitario, che non rispetta l’ecosistema e la nostra identità. In questo senso, la battaglia di Bacoli è un esempio per altre comunità: un grido di vita contro la mercificazione delle coste italiane.
Alla fine, ci si chiede: questo è solo l’inizio di una nuova era per il turismo a Bacoli o una vittoria isolata? E soprattutto, come possono altre comunità seguire l’esempio?

