Editoriale
Shock a Garlasco: Sempio nei soliloqui fissa l’orario del delitto di Chiara
Garlasco trema ancora. I soliloqui di Andrea Sempio, captati in cella, squarciano il velo sul delitto di Chiara Poggi: “Alle nove e mezza”.
Quelle parole, registrate l’8 febbraio 2017, riecheggiano come una confessione. Per la Procura di Pavia, nei nuovi fascicoli chiusi di recente, sono prove di presenza sul luogo del crimine. L’unico assassino, dicono gli inquirenti, che parla da solo.
“È successo qualcosa quel giorno… era sempre lì a casa… però cazzo… alle nove e mezza”, biascica Sempio nelle trascrizioni. Un orario preciso. Quello in cui sarebbe entrato nella villetta il 13 agosto 2007.
La tensione sale. La procura punta sul movente passionale. Sempio, collega di Chiara, ossessionato. Pressante. Per capirlo, un anno fa interrogano Alberto Stasi, l’ex fidanzato condannato a 16 anni.
“Chiara ha mai fatto riferimento ad approcci legati a quelle strane chiamate ricevute qualche giorno prima del delitto?”, chiede il pm Fabio Napoleone. “No, non l’ha fatto”, replica Stasi. “Ragionando in termini ipotetici, credo sarebbe dipeso da altri fattori”.
Stasi esclude sospetti su Sempio. Niente avances raccontate. Neppure sui video intimi, che Chiara temeva diffusi. “Che io sappia no, anche a distanza di tempo”.
Ma le indagini non mollano. Nuove tracce sulle scale della cantina. Segni a forma di “C” rovesciata, angoli squadrati. Impronte di un’arma insanguinata, appesa a terra.
E poi, ai margini della pozza di sangue all’ingresso, uno stampo inquietante. Un palmo sinistro. Senza impronte digitali da confrontare. Ma per gli investigatori, è dell’assassino. Solo lui poteva lasciarla lì.
Sempio sapeva dell’orario? Quelle macchie parlano? Le risposte tardano, e Garlasco trattiene il fiato.
