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Napoli in crisi: Antitrust chiede il fermo all’ANM per disservizi allarmanti e utenti esasperati
Napoli si trova al centro di una tempesta che minaccia il servizio di trasporto pubblico. L’Antitrust ha lanciato un pesante attacco al Comune, presentando un ricorso al Tar della Campania contro l’affidamento in house dell’Azienda Napoletana Mobilità (ANM). Questa decisione, che proroga una gestione attiva da quasi vent’anni, solleva interrogativi cruciali sui diritti dei cittadini e sulla reale qualità del servizio.
“Non ci sono giustificazioni valide per limitare la concorrenza”, ha dichiarato un portavoce dell’Autorità. Un monito chiaro che invita a riflettere sull’efficienza dei mezzi pubblici della città. L’Antitrust sta seguendo la situazione dal 2024, evidenziando che, nonostante qualche passo in avanti, la soddisfazione degli utenti è ancora ai minimi storici. E i numeri parlano chiaro: solo il 57,2% degli utenti si dice soddisfatto delle linee di superficie, ben lontano dall’obiettivo dell’80%.
Il report della Commissione europea del 2023 ha messo Napoli in una posizione poco invidiabile: quartultima tra le città europee per il gradimento del trasporto pubblico, con un triste 30% di utenti che si sentono contenti del servizio. “Queste statistiche sono un campanello d’allarme”, afferma un cittadino alle fermate affollate di Piazza Garibaldi, dove non è raro vedere passeggeri in attesa per oltre mezz’ora.
L’Antitrust sottolinea come l’affidamento ad ANM si basi su ottimismi infondati, dato che le criticità operativa sono ancora ben visibili. Nonostante il Comune parli di un aumento del 30,5% dei ricavi e di una diminuzione dei costi operativi, resta il dubbio su quanto questi dati siano realmente rappresentativi della qualità del servizio. Il tema del rinnovo del parco autobus, anche finaziato con fondi PNRR, è avvolto nella nebbia: l’Authority mette in discussione il valore aggiunto di questa operazione.
Ma non è solo questione di numeri. La modifica della legge regionale, che ha dato al Comune il potere di gestire il trasporto pubblico, riaccende le polemiche. L’Antitrust avverte che il Comune avrebbe potuto sfruttare il 2025 per una gara adeguata, capace di garantire un reale miglioramento della situazione. Ora, il futuro dei trasporti a Napoli è nelle mani dei giudici del Tar, a cui spetterà decidere se investire sul cambiamento o confermare una gestione che, a detta di molti, fatica a reggere il confronto.
Riuscirà Napoli a voltare pagina e a restituire ai cittadini un servizio che funzioni? O la situazione resterà stagnante, lasciando un’intera città a lottare con mezzi pubblici inadeguati? La risposta è ancora lontana, e i napoletani aspettano.
