Seguici
Notizie live
Caricamento...

Miracolo a Napoli: 1300 pasti caldi da McDonald’s e Banco Alimentare

Miracolo a Napoli: 1300 pasti caldi da McDonald’s e Banco Alimentare

A Napoli, tra i vicoli affollati e le periferie che non dormono mai, la fame bussa alla porta di migliaia di famiglie. McDonald’s e Banco Alimentare Campania rispondono con 1.375 pasti caldi a settimana, un esercito di solidarietà che parte dalle cucine dei fast food.

È la sesta edizione di “Sempre aperti a donare”. Nata nei giorni bui del lockdown, l’iniziativa schiera diciassette ristoranti da Giugliano a Torre Annunziata. Passa per Melito, Nola, Pompei. Le brigate preparano i pasti. Enti del terzo settore li ritirano e li distribuiscono.

Nella Parrocchia dei Santi Alfonso e Gerardo, nel cuore di Napoli, i volontari caricano cassette fumanti. L’Associazione “Il Rifugio” porta cibo nelle baraccopoli. Fondazione Ualsi a Sant’Anastasia, Caritas a Nola e Cardito. Periferie complesse, zone dove la crisi morde di più.

“Diamo un pasto caldo a chi non ha più speranza, famiglie intere che bussano alla porta ogni sera”, racconta suor Maria, volontaria della parrocchia napoletana. Le sue parole pesano come il pane quotidiano.

Dal 2020, un milione di pasti donati in Italia. Fa parte di “I’m Lovin It Italy”, il piano McDonald’s per restituire al territorio. A Napoli, dove la povertà alimentare è una ferita aperta, ogni vassoio è un ponte verso la dignità.

La Tangenziale ronza di furgoncini che corrono. Le strade di Pompei si animano di code silenziose. Ma quante mani tese restano ancora fuori? La città, con il suo caos vitale, guarda e aspetta: basterà questo slancio a sfamare l’emergenza?

Fonte

Autore

Redazione

Segue con attenzione l'evoluzione della società e le sue sfide quotidiane. Come editor di Napolive, si impegna a offrire contenuti che stimolino il dialogo e la riflessione. La sua curiosità e capacità di ascolto lo portano a esplorare argomenti di rilevanza attuale, cercando sempre il legame tra le notizie e le esperienze delle persone. Crede che la comunicazione sia un ponte fondamentale per comprendere il mondo che ci circonda.