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Svolta choc in Campania: aborto farmacologico a domicilio ok
Napoli cambia le regole sull’aborto farmacologico: basta ospedale per la seconda pillola, ora si prende a casa. Una svolta attesa da anni nelle strade affollate della Campania.
La delibera regionale del 2021 finalmente decolla. Dopo quasi tre anni di stallo, le Asl campane attivano la somministrazione a domicilio della seconda dose. Niente più ricoveri inutili per le donne che scelgono questa strada.
A Napoli, dove gli ospedali sono sempre sotto pressione, la notizia rimbalza veloce. Immaginate una mamma del Rione Sanità, sola tra i palazzi stretti, che evita ore di attesa in Pronto Soccorso. Urgenza reale, per una regione che conta migliaia di interruzioni di gravidanza l’anno.
“L’abbiamo attesa questa norma, ora la mettiamo in pratica per avvicinare i servizi alle donne”, dice l’assessora regionale alla Salute, Maria Filomena Russo. “Riduce i disagi e garantisce privacy”.
Non è solo burocrazia. Le ginecologhe degli ospedali campani confermano: la prima pillola resta in day hospital, ma la seconda via domiciliare abbatte rischi e stress. Un passo verso l’Europa, dove questo è standard da tempo.
Ma a Napoli la tensione sale. Nei consultori dei Quartieri Spagnoli o a Scampia, le associazioni femministe già parlano di sollievo. Eppure, i detrattori mugugnano: “Troppo facile, senza controlli adeguati?”.
Le prime somministrazioni partono tra giorni. Quante donne ne approfitteranno? E se i ritardi passati si ripetono? La Campania osserva, tra speranze e polemiche.
