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Papa Leone nella Terra dei Fuochi: visita ad Acerra scuote Napoli
Papa Leone XIV cala come un fulmine sulla Terra dei Fuochi. Sabato 23 maggio, Acerra attende il Pontefice nel cuore della zona più martoriata d’Italia.
L’annuncio è ufficiale. La Prefettura della Casa Pontificia ha svelato il programma. Alle 8 del mattino, Papa Leone decolla in elicottero dal Vaticano. Atterraggio alle 8.45 al campo sportivo Arcoleo, nel ventre di Acerra, tra i palazzoni grigi e le terre avvelenate.
Napoli trattiene il fiato. La Terra dei Fuochi, quel triangolo tra Acerra, Caivano e l’agro aversano, sa di veleni sepolti e tumori precoci. Rifiuti tossici bruciati per decenni. Qui il Papa non passa per caso. Vuole parlare ai cittadini, a chi respira smog e paura ogni giorno.
“È un segnale forte per noi, che lottiamo da anni contro questo inferno”, dice don Peppe, parroco di Acerra, voce rotta dall’emozione al telefono. “Il Santo Padre viene dove fa più male. Speriamo porti luce”.
Le strade si preparano. Barricate, forze dell’ordine ovunque. Quartieri come Le Mose e i vicoli intorno allo stadio brulicano di attesa. La gente si riversa fuori casa. “Finalmente uno che ci vede”, sussurrano i residenti.
Cosa dirà Papa Leone? Un j’accuse contro i camorristi che hanno avvelenato queste terre? Un appello per bonifiche vere? O un messaggio di speranza per i bambini che giocano tra i campi contaminati?
Acerra bolle. I social esplodono di post. Ma basterà una visita a scuotere Roma e Bruxelles? La Terra dei Fuochi aspetta risposte. E non solo preghiere.
