Omicidio Ascione a Napoli: le rivelazioni choc del pentito Mammoliti scuotono il quartiere

Omicidio Ascione a Napoli: le rivelazioni choc del pentito Mammoliti scuotono il quartiere

Napoli – Un’innocente tragedia si è consumata nel cuore pulsante di Ponticelli, nel parco Topolino, la notte del 7 aprile. Un proiettile è partito, ha spezzato una vita, e ora il gorgoglio degli eventi sta emergendo, palpabile e inquietante. Le indagini, illuminate dalle rivelazioni del pentito Eduardo Fiorentino Mammoliti, si stanno intensificando. È lui a fornire un quadro inquietante: «Ascione è morto nella mattinata del 7 aprile – così ha dichiarato, il 10 aprile, in una drammatica video conferenza con il pm Sergio Raimondi».

Le ricostruzioni parlano chiaro. Non è stata una semplice lite al “Bar Lively”, ma un conflitto a fuoco scatenato da Francescopio Autieri e un complice, K.V., contro un gruppo di ragazzi di Volla, tra cui ci sarebbe A. A., figlio di un noto esponente di camorra. La tensione era alta, gli animi infuocati: «Si vantavano di aver sparato poco prima – racconta Mammoliti – e mentre Autieri agitava la pistola, è partito un colpo. Fabio è stato colpito». La narrazione stessa sembra un’eco di una Napoli che non si arrende, ma che chiede giustizia.

Le dettagliate dichiarazioni del pentito sottolineano una fuga e un tentativo di camuffare la situazione. Autieri, dopo il delitto, sarebbe sparito nel nulla. La madre ha affermato ai carabinieri che il figlio era “fuori casa già da qualche giorno”, togliendo ogni dubbio sulla sua posizione. Eppure, le indagini straordinarie della Procura stavano già stringendo il cerchio attorno a lui.

Dalla testimonianza di due giovani presenti all’orrendo evento, le conferme arrivano come pugni nell’aria. Non si tratta solo di parole, ma di una verità che scuote i cittadini di Napoli. Una vita spezzata, una vittima innocente in mezzo a giochi di potere e vendette. «Non c’entra nulla con le logiche dei clan», affermano amici e conoscenti, sottolineando la tragicità della perdita.

La domanda persiste: fino a dove può spingersi la spirale di violenza? La comunità osserva, e una città intera si interroga: sarà mai possibile liberarsi dalle ombre che avvolgono i suoi quartieri? Gli occhi sono tutti puntati sulle prossime mosse della giustizia.

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