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Napoli sotto shock: pazienti senza denti da clinica via Brin, denunce in procura
Pazienti senza denti in bocca, migliaia di euro buttati al vento. A Napoli, la rabbia esplode dopo la chiusura lampo della clinica Sanident di via Brin.
Oltre cento persone, in gran parte dal quartiere Secondigliano e zone limitrofe, si sono viste piombare in un incubo. Hanno versato anticipo per impianti dentali, ponti e cure costose. Poi, puff: porte sbarrate dal 20 marzo. Zero avvisi, zero rimborsi.
La Procura della Repubblica di Napoli ha già raccolto diverse denunce. I pazienti accusano la struttura di truffa e esercizio abusivo della professione. Soldi spariti, cure interrotte a metà. Molti ora mangiano a malapena, con gengive scoperte e infezioni in agguato.
“Ho pagato 4.500 euro per una dentiera completa, e ora? Ho buchi ovunque, non posso lavorare”, racconta Maria, 58 anni, casalinga di via Brin. La voce trema al telefono, mentre descrive il viavai disperato davanti all’ingresso chiuso, sorvegliato da cartelli sbiaditi.
Le indagini vanno veloci. Carabinieri e Nas setacciano bilanci e registri. Il titolare? Irraggiungibile, forse dileguato con i fondi. Intanto, il passaparola nei vicoli di Napoli Nord fa il resto: “È una banda di ladri”, si sente sussurrare tra i mercati di Secondigliano.
La tensione sale. Gruppi WhatsApp di vittime si moltiplicano, radunando furenti da Scampia a Piscinola. Qualcuno minaccia class action, altri presidio permanente.
Chi risarcirà questi napoletani? La Procura indaga, ma i pazienti restano con la bocca vuota. E se fosse solo l’inizio di uno scandalo più grande?
