Napoli, una città che ogni giorno scrive la sua cronaca, ha visto riemergere una figura di spicco della malavita: Raffaele Pernasetti, noto come “Er Palletta”, arrestato nuovamente per traffico di droga e armi. La notizia, che ha fatto il giro dei quartieri, ha scosso il tessuto urbano dove il confine tra legalità e illegalità è spesso labile.
“Le indagini ci hanno portato a scoprire che, nonostante l’età, Pernasetti continua a muoversi nei circuiti della droga con disinvoltura”, ha dichiarato un agente dei Carabinieri, visibilmente preoccupato per la situazione che attanaglia la città. E così, tra i vicoli stretti e le piazze affollate, l’eco di un passato che sembrava lontano ritorna prepotente.
Attraverso un’ordinanza emessa dalla DDA di Roma, è emerso che alle spalle del 75enne ci sono legami solidi con i clan del narcotraffico di San Basilio, sotto la guida di Rosario Morando, noto per la sua affiliazione alla ‘ndrangheta di Platì. E mentre Napoli si risveglia, la Polis si attiva per arginare un traffico che sembra non aver mai smesso di pulsare.
Pernasetti, nel suo ristorante a Testaccio – “Aio e Oio de casa mia” – incarnava il legame tra il mondo della ristorazione e quello del crimine. “È qui che condivido idee e affari”, confidava a un complice, ignaro che i microfoni ed i dispositivi nascosti stessero registrando ogni parola. Da quel punto strategico di incontro, l’ex uomo di fiducia di De Pedis orchestrava le trattative per l’acquisto di hashish e cocaina, ribadendo il proprio potere nel traffico che coinvolgeva i quartieri del Trullo e Corviale.
Ma non basta. La sua risalita nel crimine è stata sostenuta da powerful alleati appartenenti al clan Senese, e i segnali di un rinnovato potere si avvertono sul campo. La base di operazioni illecite si è ampliata, portando l’influenza di Pernasetti oltre Testaccio, toccando anche l’area di Garbatella.
Gli arresti di oggi non si fermano a lui. In totale, 13 persone sono state fermate con accuse pesanti, da traffico di droga a tentato omicidio. Tra i nomi coinvolti, Manuel Severa, un altro storico esponente della mala romana, già arrestato per presunti legami con omicidi efferati, tra cui quello di Cristiano Molè a Corviale.
“In ballo ci sono vite e territori”, ha aggiunto un esperto di criminologia, sottolineando l’urgenza di una risposta da parte delle forze dell’ordine per contrastare una criminalità che si rinnova continuamente. L’immagine di Napoli è di nuovo nel mirino; il futuro incerto e il compito di rispondere a interrogativi che risuonano tra i vicoli: fino a quando durerà questa spirale di violenza? I cittadini, di fronte a una realtà tanto complessa, si chiedono se la giustizia riuscirà a farla finita con questo ciclo senza fine.