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Napoli in lutto: la tragedia del piccolo Domenico scuote l’Azienda dei Colli
Il dramma del piccolo Domenico Caliendo continua a scuotere Napoli. La morte del bambino, avvenuta dopo un trapianto di cuore fallito, ha sollevato un polverone di interrogativi e accuse nel mondo dell’ospedaliero. Oggi, nel Palazzo di Giustizia, l’atmosfera era tesa. La Direttrice Generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino, ha risposto alle domande dei magistrati per circa un’ora. “Stiamo cercando di capire cosa sia andato storto”, ha dichiarato un ufficiale dei carabinieri del Nas.
La Procura, sotto la direzione del sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, sta scavando a fondo. Al centro dell’indagine c’è il 23 dicembre 2025, giorno in cui il piccolo Domenico è stato sottoposto a un trapianto all’ospedale Monaldi. Un intervento che si è concluso in tragedia, spingendo la magistratura a iscrivere sette medici nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo.
Nel corso degli interrogatori, è emerso un altro aspetto inquietante: la cartella clinica del bambino sarebbe stata manomessa. I medici Guido Oppido ed Emma Bergonzoni affrontano ora anche l’accusa di falso. “Non ci si può fidare dei documenti? Questo è obbrobrioso”, ha commentato un familiare di un paziente, visibilmente scosso dalla notizia.
Il giudice per le indagini preliminari Mariano Sorrentino deve ora decidere sulla richiesta degli inquirenti di adottare misure interdittive nei confronti dei professionisti coinvolti. La tensione in città è palpabile. Ogni parola rilasciata dai coinvolti fa tremare i cittadini; l’idea che la cura di un bambino possa essere così compromessa scuote le coscienze e apre un dibattito acceso.
Chi controlla la qualità delle cure in ospedale? E come possono i genitori fidarsi nell’affidare i propri figli a mani che, ora, si rivelano tanto inaffidabili? La questione è più che mai attuale, e Napoli resta con il fiato sospeso, in attesa di risposte che tardano ad arrivare. La ricerca della verità non si arresta, ma le domande si moltiplicano.
