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Napoli, Conte sfida Meloni sul 25 aprile: «Niente patenti antifasciste»
Napoli, 25 aprile. Giuseppe Conte sale sul palco sotto il sole cocente di piazza Plebiscito e lancia la stoccata: Meloni non merita patenti di antifascismo.
La Liberation Day esplode in festa nel cuore della città. Bandiere tricolori sventolano tra i vicoli di Spaccanapoli, migliaia di napoletani affollano le strade. Conte, ex premier e leader M5S, coglie l’occasione per un intervento che fa scintille.
“Io sto alle dichiarazioni che vengono fatte, non spetta a me arrogantemente distribuire patenti di democraticità agli altri leader politici e alla presidente del Consiglio”, tuona Conte dal microfono. “Prendiamo atto delle sue dichiarazioni, prendiamo anche atto che fino all’altro giorno La Russa ha fatto dichiarazioni di…”
Il pubblico applaude, ma la tensione sale. Napoli, città partigiana per eccellenza, ribolle. Qui, dove i murales di antifascisti resistono sui muri di Forcella, le parole pesano come macigni.
Testimoni oculari parlano di un Conte deciso, circondato da militanti grillini e cittadini comuni. “È ora di dire pane al pane”, dice un anziano dal cappello con la coccarda, mentre la folla acclama.
Il governo Meloni replica a distanza? Silenzio da Palazzo Chigi. Intanto, sui social napoletani impazzano i meme: Conte contro La Russa, chi vincerà la gara dell’antifascismo?
La piazza si svuota piano, ma il dibattito infuria. Napoli attende risposte. E se fosse solo l’inizio di una sfida che divide l’Italia?
