Editoriale
Napoli, caso Caliendo: Heart Team vede spiraglio con cuore meccanico
Napoli, l’ospedale Monaldi trema per la morte del piccolo Domenico Caliendo. Sette medici indagati per omicidio colposo: l’inchiesta cambia rotta con un documento choc emerso ora.
Il bimbo di pochi anni è morto il 21 febbraio, dopo un trapianto di cuore andato storto. Ricoverato al Monaldi, centro d’eccellenza per la cardiochirurgia in piena frenesia partenopea, Domenico lottava per un organo che non arrivava.
Primo trapianto, illusione spezzata. Il cuore nuovo non regge. Insufficienza multiorgano: reni, fegato, polmoni in tilt. L’Heart Team si riunisce d’urgenza nei corridoi del Monaldi, tra sirene e famiglie in attesa.
Il 13 febbraio, relazione segreta. Non consegnata subito alla Procura. Carlo Marra, primario cardiochirurgia adulti, scrive nero su bianco: nessun cuore disponibile. E se un organo arrivasse? Etica crudele: darlo a un bimbo già a pezzi, sotto immunosoppressori?
Alternativa proposta: non l’Ecmo, ma un supporto biventricolare. Doppio Berlin Heart, cuore meccanico artificiale. Per tenerlo in vita, in attesa.
Ma il no arriva secco. Guido Oppido, cardiochirurgo indagato, frena tutto. “Rischio infezioni altissimo in un paziente così fragile”, le sue parole nella relazione. Ipotesi accantonata.
Napoli trattiene il fiato. Quartieri come Secondigliano o lo stesso rione del Monaldi vivono queste storie come ferite aperte. Famiglie che vegliano, piazze che mormorano.
Il 17 febbraio, miracolo: secondo cuore disponibile. Nuova riunione lampo. Domenico non è trapiantabile. Organo a un altro. Quattro giorni dopo, il silenzio eterno.
La Procura di Napoli scava. Documenti, verbali, consulenze. Ogni scelta clinica sotto la lente.
“Abbiamo tutte le relazioni dell’Heart Team, stiamo ricostruendo passo per passo”, dice un investigatore della Procura contattato da Cronache della Campania.
Cosa hanno sbagliato i medici? Il Berlin Heart poteva salvarlo? La famiglia urla verità, Napoli pretende risposte. L’inchiesta è viva, e il Monaldi sotto i riflettori.
