Conceria di Solofra sotto inchiesta: l’inquinamento del Sarno continua nonostante il sequestro!
Il fiume Sarno continua a versare il suo grido d'allerta. Nonostante fosse sotto sequestro dal 2021, una conceria di Solofra ha ripreso a inquinare le sue acque, come se il provvedimento giudiziario non fosse mai esistito. I Carabinieri Forestali di Serino, coadiuvati dai militari del Comando provinciale di Avellino, hanno scoperto l'illecito e si preparano a far pagare il conto.
Un imprenditore di 46 anni, il diretto responsabile di questa violazione, è stato denunciato per inquinamento ambientale e violazione dei sigilli. "L'attività investigativa ha messo in luce un comportamento incredibile: l'opificio continuava a sversare scarichi nocivi nel Sarno come se nulla fosse", ha dichiarato un portavoce delle forze dell'ordine. La spregiudicatezza del titolare sembra non avere limiti, mentre le acque del fiume si macchiano di un'ancora più profonda disperazione.
Il protocollo d'intesa firmato tra le Procure della Repubblica di Avellino e Salerno, già attivo per contrastare uno dei corsi d'acqua più inquinati d'Europa, si conferma più cruciale che mai. “Alcuni imprenditori sembrano sfidare le leggi e la salute pubblica pur di non interrompere i loro profitti”, aggiungono gli investigatori, sottolineando come la resistenza di certe realtà produttive possa mettere a rischio intere comunità.
Il monitoraggio nell’area è costante, ma la vera domanda rimane: basterà per fermare chi continua a soffocare il Sarno? La lotta è ancora lunga e il tempo stringe. Chi altro si nasconde dietro ai sigilli violati? La battaglia per la salute del fiume e del territorio è appena iniziata e il dibattito è aperto.