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Caos nel calcio italiano: Aidacon invoca commissariamento Can
Bufera sul calcio, Rocchi indagato: ombre su Var e arbitri che riaccendono il fantasma di Calciopoli a Napoli.
L’inchiesta della Procura di Milano travolge il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e il supervisore Var Andrea Gervasoni. Ipotesi di frode sportiva. Rocchi si autosospenderà. A Napoli, dove fu assolto nel filone locale di Calciopoli, l’aria si fa elettrica.
Le piazze partenopee ribollono. Tifosi azzurri già sul piede di guerra per vecchie polemiche su Napoli-Inter. Ora questa notizia amplifica i sospetti. Quartieri come Fuorigrotta e il Rione Sanità discutono solo di questo, tra un caffè e un Vespa.
Aidacon, l’associazione consumatori, non si ferma. Il presidente Carlo Claps tuona: “Questa indagine non ci sorprende, ma addolora. È la conferma dei nostri dubbi sul Var opaco, che viola i diritti dei tifosi che pagano il biglietto”.
Lo “sciopero del tifoso” era solo l’inizio. Migliaia di reclami a Lega, Figc e Aia. Ora Aidacon minaccia di costituirsi parte civile. Per danni morali ed economici. Se le partite contestate cadono.
Chiedono il commissariamento della Can. E una rivoluzione nelle designazioni arbitrali. La fiducia è al minimo. A Napoli, passione calcistica significa tutto. Ma quante delusioni?
Eduardo De Gregorio, il giudice che assolse Rocchi nel processo napoletano, resta garantista. “Troppo presto per giudizi su un invito a comparire”, dice a Repubblica. Ma avverte: “Calciopoli fu un’occasione persa. Il calcio italiano non si rinnova”.
Sul Var, è severo. “Toglie responsabilità all’arbitro in campo”. Propone l'”inoffensività” per irregolarità minori. E un cambio ai vertici: gente che ha sudato il pallone.
Nelle strade di Napoli, l’urgenza è palpabile. Tifosi azzurri si sentono traditi. I silenzi su certi episodi pesano. E se l’inchiesta aprisse altri fronti? Chi pagherà per la credibilità spezzata?
