Polizia confisca 5 milioni di euro a imprenditore legato al clan Casalesi

Polizia confisca 5 milioni di euro a imprenditore legato al clan Casalesi

Sequestro e confisca di beni per 5 milioni di euro a imprenditore legato al clan dei Casalesi

A Perugia, il Tribunale delle Misure di Prevenzione ha disposto un sequestro e una confisca di beni del valore stimato in 5 milioni di euro nei confronti di un imprenditore di 62 anni, di origini siciliane, attualmente in carcere. L’operazione, condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) e dalla Guardia di Finanza, si basa su indagini che risalgono almeno al 2010 e riguardano presunte attività di riciclaggio legate al clan dei Casalesi.

Gli inquirenti, coordinati dalla DIA, descrivono l’imprenditore come una figura chiave nel riciclaggio di capitali illeciti. Di origini siciliane, l’uomo avrebbe messo le sue competenze a disposizione del clan campano, trasformando proventi della camorra in investimenti apparentemente legali. Secondo una prima ricostruzione delle indagini, basate su procedimenti penali in corso a Perugia e altrove, il soggetto non era un semplice complice, ma presentava una “pericolosità qualificata”, come definito dalle fonti investigative.

Le indagini hanno ricostruito i flussi finanziari dell’imprenditore a partire dal 2010. Analizzando documenti fiscali e transazioni, gli esperti della DIA e della Guardia di Finanza hanno identificato acquisti immobiliari e societari in diverse regioni italiane. Questi movimenti apparivano incongruenti rispetto alle dichiarazioni dei redditi ufficiali, indicando l’uso di capitali “neri” provenienti dalla criminalità organizzata.

Tra i beni colpiti dal provvedimento, emergono società, immobili e asset finanziari. Secondo il Tribunale di Perugia, sono state confiscate quote di partecipazione in nove aziende con sedi a Milano, Verona, Massa Carrara, Pistoia, Forlì e Pordenone. Inoltre, sono stati sequestrati conti correnti e fabbricati, inclusi un complesso residenziale in costruzione in provincia di Messina. Il patrimonio complessivo, valutato in 5 milioni di euro, illustra l’infiltrazione della camorra in settori economici del Centro-Nord Italia.

Le operazioni della DIA e della Guardia di Finanza sottolineano il ruolo di Perugia come snodo cruciale per il contrasto alle attività mafiose. Fonti investigative confermano che i beni confiscati saranno ora gestiti dalle autorità per fini sociali, in linea con le norme sul riutilizzo dei patrimoni illeciti.

Al momento, le indagini continuano per approfondire eventuali ulteriori connessioni. Nessun commento è stato rilasciato dalla procura, ma fonti vicine alle indagini indicano possibili sviluppi su altri individui coinvolti. L’inchiesta, ancora in corso, mira a smantellare completamente le reti di riciclaggio associate al clan dei Casalesi.

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