Nel golfo di Napoli, la Guardia Costiera scova pericoli nascosti tra le onde: una rete da 1.000 metri sequestrata a Torre del Greco mette in luce la battaglia contro la pesca illegale. #SicurezzaInMare #ProteggiamoIlGolfo
Immaginate di solcare le acque calme del golfo di Napoli all’alba, con il sole che illumina le barche dei pescatori e i traghetti dei pendolari, quando un pericolo invisibile si nasconde appena sotto la superficie. È proprio questo il scenario che ha affrontato la Guardia Costiera di Torre del Greco, che ha intensificato i suoi controlli per salvaguardare non solo l’ecosistema marino, ma anche la vita quotidiana di chi vive e lavora in queste zone costiere.
Tutto è iniziato con una pattuglia mattutina a bordo della Motovedetta CP 549, appena tornata in servizio dopo i necessari aggiornamenti invernali. Gli agenti hanno individuato una rete da posta lunga circa 1.000 metri, abbandonata senza alcun segnale all’ingresso del porto di Torre del Greco. Calata da un pescatore dilettante, questa trappola galleggiante rappresentava un rischio concreto: senza boe o luci di avviso, poteva agganciare imbarcazioni di diportisti o navi in transito, trasformando una giornata di mare in un potenziale disastro.
Fortunatamente, l’intervento è stato rapido e preciso. La rete è stata sequestrata sul posto, e – fortunatamente – all’interno non c’era traccia di pesce, un segno che l’azione tempestiva ha evitato danni all’ambiente. Il responsabile è stato segnalato alle autorità per pesca illegale e per aver compromesso la sicurezza della navigazione, un promemoria su come un gesto individuale possa mettere in pericolo l’intera comunità costiera. Non si tratta di un caso isolato, però: pochi giorni prima, il 23 gennaio, un altro episodio ha evidenziato la stessa incoscienza.
Un subacqueo si era immerso in apnea nelle acque protette del porto, armato di fucile e muta scura, ma senza il pallone di segnalazione obbligatorio. Invisibile ai natanti che passavano, rischiava non solo la propria vita, ma anche quella di altri utenti del mare, come famiglie in gita o pescatori locali. L’uomo è stato denunciato, un intervento che sottolinea quanto queste regole non siano solo burocrazia, ma veri e propri scudi per la sicurezza di tutti.
E non finisce qui. Nei giorni precedenti, durante un giro di perlustrazione al largo di Ercolano, la stessa motovedetta ha intercettato un’imbarcazione con a bordo esemplari di pesce spada, una specie protetta che va tutelata per mantenere l’equilibrio del nostro ecosistema marino. I pescatori sono stati multati e il carico sequestrato, un’azione che protegge non solo gli oceani, ma anche i consumatori da prodotti ittici di dubbia qualità e provenienza.
Queste operazioni, coordinate dal 4° Centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima della Campania, proseguiranno senza sosta, ricordandoci che il mare è un bene comune che richiede rispetto e attenzione condivisi. In fondo, storie come queste ci invitano a riflettere su come le nostre azioni quotidiane influenzino il territorio e le persone che lo abitano, spingendoci verso un futuro più sostenibile per le coste del golfo.
